Special Forces (Airborne) “Green Berets” – Attività Operative

Un' immagine oramai celebre: i Green Berets a cavallo tra le desolate lande afghane (foto U.S. Army)
Un’ immagine oramai iconica: i Green Berets a cavallo tra le desolate lande afghane (foto U.S. Army)

Dalla data della loro costituzione ad oggi, i “Green Berets” hanno preso parte a quasi tutti i conflitti che hanno visti coinvolti gli Stati Uniti d’ America, oltre ad aver presumibilmente partecipato ad un’ ampia gamma di operazioni tuttora coperte dal segreto militare. Tre le operazioni maggiori ricordiamo: 1957 – 1975, Sud Est Asiatico (attività contro insurrezionale); 1967 – 1968, Bolivia (attività contro insurrezionale); 1970, Vietnam del Nord (raid su Son Tay); 1980, Iran; 1982 – 1993, El Salvador (attività contro insurrezionale); 1989, Panama, operazione “JUST CAUSE” (azioni nel quadro delle operazioni militari volte a deporre Manuel Noriega); 1990, Kuwait/Iraq, operazione “DESERT SHIELD”; 1991, Kuwait / Iraq, operazione “DESERT STORM”; 1991, Iraq del Nord, operazione “PROVIDE COMFORT”; 1992, Somalia, operazione “RESTORE HOPE”; 1994, Haiti ; 1994Bosnia; 1999, Kosovo, operazione “ALLIED FORCE”; 2001/ … , Medio Oriente e Sud Est Asiatico, operazione “ENDURING FREEDOM” ; 2003/ …, Iraq, operazione “IRAQI FREEDOM”. Tra le operazioni effettuate con successo dai “Green Berets”, figura anche la partecipazione alla cattura del sanguinario rivoluzionario marxista Ernesto “Che” Guevara, successivamente giustiziato.

 

Febbraio / Marzo 2004, Repubblica di Haiti: gli operatori delle Special Forces sono dispiegati nella Repubblica di Haiti quale parte integrante della task-force statunitense e canadese attivata nell’ area, al fine di vigilare sul passaggio di poteri tra il deposto presidente Jean-Bertrand Aristide e le milizie ribelli. La rivolta aveva avuto inizio il 5 febbraio precedente, causando un ingente numero di vittime tra la popolazione civile.

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I Green Berets sono impegnati nella lotta all’Islamic State ma non avrebbero ruoli di combattimento.

A partire dal 2015, i Green Berets sono impegnati nel nord dell’Iraq ed in Siria con ruolo di assistenza nella guerra contro l’Islamic State.

 

La leggenda dell’anello

L' Anello dei Green Berets
L’ Anello dei Green Berets

Non si può parlare di “Green Berets”, senza fare menzione della misteriosa ed affascinante storia di un oggetto che viene quasi venerato dagli operatori. Stiamo parlando di un anello, o meglio dell’ Anello. Nel 1964, il Comandante di un A-Team del quale si è oggi perso il nome, fece commissionare la realizzazione di un anello ad un orefice della bottega “Johnny Gems” di Bangkok. Qualche tempo dopo, l’ ufficiale venne ferito in combattimento e poco prima di morire passò il suo prezioso anello al Comandante di un altro A-Team. L’ uomo (un Capitano) lo indossò per due anni in Vietnam, per fare ritorno incolume a casa nel 1970 con i gradi di Maggiore ed attribuendo a qualche potere magico dell’ anello, il fatto di esser tornato sano e salvo e con una promozione. L’ ufficiale continuò ad indossare il suo anello dorato anche a Fort Bragg. C’ è da notare come gli anelli delle Special Forces montassero zaffiri “stella blu”, rubini, od “occhi di tigre”, mentre questo anello presentava un grande rubino del tipo “stella di Burma”. Il Maggiore passò infine l’ anello ad un giovane Sergente, che divenne Generale dopo esser passato attraverso la Officer Candidate School di Fort Benning (Georgia). Costui fece successivamente ritorno presso le Special Forces, per scalare rapidamente la catena di comando, anche grazie alla partecipazione a sei importanti operazioni speciali, tra le quali “JUST CAUSE” a Panama. Nel corso di ognuna di queste sei operazioni, l’ ufficiale diede in prestito l’ anello ad un proprio subordinato. Il prescelto finiva sempre per far ritorno indenne a casa e dopo essersi distinto in azione. Quel piccolo anello, era oramai noto come l’ Anello.

 

Alla vigilia dell’ operazione “ENDURING FREEDOM”, l’ Anello era in possesso delGenerale Geoffrey C. Lambert, nominatoComandante delle United States Army Special Forces il 7 settembre 2001, solo quattro giorni prima della data fatidica che avrebbe cambiato per sempre le sorti del mondo. Di fronte al primo gruppo di uomini pronto ad esser infiltrato in Afghanistan, a qualche ora di distanza dall’ ecatombe che aveva colpito gli Stati Uniti d’ America, Lambert fece comparire l’ anello da una tasca della sua giacca, e con voce emozionata si rivolse agli uomini presenti. “Voglio che questo anello delle Special Forces sia indossato dal miglior uomo del primo elemento che toccherà terra in Afghanistan”, disse Lambert. “Ogni qualvolta i Green Berets hanno ricevuto una missione di guerra, questo anello è stato passato ad un soldato delle Special Forces. In qualità di attuale custode dell’ anello, ho il compito di tenere il registro privato di tutti gli uomini che lo hanno indossato. E’ stato alla mano di un uomo ucciso in azione, ma da quel giorno ha sempre fatto ritorno a casa con il suo possessore. Questo anello non è passato di mano dal 1998, in Congo.” Il Generale infine concluse. “Stiamo per iniziare una guerra al terrorismo che potremmo impiegare anni a vincere. Non possiamo sapere dove ci condurrà questa guerra, o quale sarà la nostra missione una volta raggiunta la vittoria. L’ unica cosa che sappiamo per certo, è che questo è il nostro destino…” L’ Anello venne infine affidato al Master Sergeant John Bolduc, primo “Green Beret” ad arrivare in Afghanistan nella terza settimana del settembre 2001, con il compito di stabilire un contatto con l’ Alleanza del Nord. Di lì a poco, le Special Forces avrebbero invocato l’ ira di Dio per spazzare via i nemici del mondo libero e cercare di ridare la liberta’ alle genti dell’ Afghanistan.

 

Una coppia di operatori ripresi nel corso di un pattugliamento a Kandahar nel gennaio 2002. In Afghanistan le Special Forces hanno spesso effettuato compiti di scorta a personalità locali e straniere in visita nel Paese
Una coppia di operatori ripresi nel corso di un pattugliamento a Kandahar nel gennaio 2002. In Afghanistan le Special Forces hanno spesso effettuato compiti di scorta a personalità locali e straniere in visita nel Paese

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