N.O.C.S. Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza – Attività Operative

Nel corso di oltre due decadi di attività fondamentale è stato il contributo del Nucleo alla lotta tanto al terrorismo quanto ai sequestri di persona. Sul finire degli anni ’70 ed i primi anni ’80, gli operatori del N.O.C.S. hanno posto in essere oltre cento operazioni nei confronti di formazioni terroristiche maggiori, quali le Brigate Rosse, il Nucleo Armato Rivoluzionario e gli esponenti di Prima Linea, interventi questi che hanno portato all’ arresto di sanguinari terroristi quali Viscardi, Ronconi e Settepani.



Lancio con paracadute da un elicottero della Polizia di Stato in volo statico (foto N.O.C.S.)



28 gennaio 1982, Padova, operazione “WINTER HARVEST”: il Nucleo pone in essere la liberazione di James Lee Dozier, Generale NATO e massima autorità statunitense presente in Italia all’ inizio degli anni ’80. Rapito dal suo appartamento a Verona il 17 dicembre 1981 dalle Brigate Rosse, e tenuto prigioniero in un appartamento di Padova, venne liberato dagli uomini del N.O.C.S. il mese seguente al termine di un’ intensa attività investigativa che vide il coinvolgimento della N.S.A. (National Security Agency) statunitense. Per il brillante esito dell’ intervento, i dodici operatori che presero parte al blitz vennero insigniti della Medaglia d’ Argento dal Governo degli Stati Uniti d’ America, mentre il miliardario texano Ross Perot donò a ciascuno una pistola Smith&Wesson recante sulla slitta la dedica “For the rescue of Brigadier General Dozier”: “Per il salvataggio del Generale Dozier”.



Operatore armato di pistola mitragliatrice H&K MP5 SD con silenziatore integrato (foto N.O.C.S.)



Operatori effettuano l' avvicinamento all' obiettivo aggrappati al predellino di una 4X4 Magnum . Uno degli agenti indossa una maschera antiproiettile . Il N.O.C.S. è fra i pochi reparti al mondo ad impiegare questo peculiare tipo di protezione balistica (foto N.O.C.S.)

29 luglio – 3 agosto 1989: durante le prime ore del mattino del 29 luglio 1989, una squadra del N.O.C.S. rimane coinvolta in un drammatico conflitto a fuoco con i sequestratori dell’ industriale fiorentino Dante Belardinelli. Partiti dalla villa dell’industriale nei pressi di Firenze, e sostituitisi ai familiari del rapito per consegnare il riscatto (in realtà sacchi di plastica riempiti di comunissima carta), alle 02:25 circa gli operatori giungono nei pressi dello svincolo San Cesareo della Roma-Firenze a bordo di una vecchia 126 , seguiti da altri due veicoli in incognito. Proprio allora avviene il contatto con i malviventi: la 126 viene affiancata da una Lancia delta con a bordo quattro dei sequestratori, fanno cenno di accostare. Gli agenti fingono di obbedire ma ordinano alle due auto civetta che li seguono di entrare in azione. I malviventi si accorgono dell’ inganno ed aprono il fuoco contro una di esse: grazie ad una rapida manovra di uno degli agenti alla guida, i quattro sequestratori hanno la strada sbarrata. La Lancia, per sfuggire al blocco dei N.O.C.S., fa retromarcia tamponando la 126 mentre i tre agenti che la occupavano aprono il fuoco da terra.



Agente equipaggiato con apparato per la visione notturna monoculare

Il conflitto a fuoco avviene ora a distanza ravvicinata: dalla Lancia uno dei banditi spara contro gli agenti con un fucile a canne mozze, le armi delle teste di cuoio eruttano fuoco e lo abbattono. Lo scontro durerà pochi minuti, a terra resteranno due dei malviventi, un sottufficiale del N.O.C.S. rimarrà in coma per diverse settimane, altri due riporteranno ferite non gravi, ed i due sequestratori, catturati e interrogati, daranno una svolta alle indagini che porteranno, alle prime luci dell’alba del 3 agosto , alla liberazione di Dante Belardinelli.






Operatori su battello gonfiabile (foto N.O.C.S.)



1991: il Nucleo pone in essere la liberazione del piccolo Augusto De Megni da una banda di sequestratori.



Foto di gruppo : uomini del N.O.C.S. subito dopo aver liberato il piccolo Augusto De Megni



1994, Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci, Fiumicino: liberati 134 ostaggi all’ interno del volo IG1132 delle linee aeree Meridiana, dirottato e fermo sulle piste dell’ Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino.



Squadra operativa in addestramento. Si notino i mirini Trijicom Reflex sulle MP5, un sistema di puntamento per combattimento ravvicinato composto da display olografico per l' acquisizione rapida del bersaglio



Discesa lungo una parete (foto N.O.C.S.)

26 giugno 1995, Milano, operazione “SFINGE”: il N.O.C.S. partecipa, unitamente alla DIGOS, ad un’ operazione volta allo smantellamento di una centrale di reclutamento per volontari islamici da inviarsi in Bosnia. A Milano era infatti attiva una delle più importanti basi logistiche della egiziana Gama’ a al-Islamiyya (G.I.), anche nota quale al-Gama’ at, Islamic Gama’ at o Egyptian al-Gama’ at al-Islamiyya. Si tratta di un’ organizzazione integralitsa nata negli anni ‘70 nelle università egiziane, fondata da studenti radicali che non si riconoscevano più nell’associazione dei “Fratelli Musulmani”. E’ considerata quale la più importante realtà militante egiziana ed è vista quale altamente instabile sotto il profilo dell’ organizzazione. Nel febbraio 1998 ha rifiutato l’ invito di Bin Laden a sferrare attacchi contro civili statunitensi, nonostante le pesanti invettive lanciate all’ indirizzo degli U.S.A. a seguito dell’ incarceramento del proprio leader, lo sceicco cieco Shaykh Umar Abdel al-Rahman, coinvolto nell’inchiesta sull’attentato al World Trade Center del 26 febbraio 1993. L’ obiettivo reale del gruppo resta quello di rovesciare il Governo egiziano e creare uno stato integralista. Tra le maggiori operazioni condotte dalla G.I. ricordiamo il fallito attentato ai danni del presidente egiziano Hosni Mubarak ad Addis Abeba (Etiopia) nel 1995 ed il massacro di 58 turisti nella Valle dei Re a Luxor nel 1997 e numerosi altri attacchi contro stranieri a partire dal 1992. All’ estero, la G.I. si serve di basi in Gran Bretagna ed Austria (importante era anche la presenza in Afghanistan durante il regime talebano). Maggiori finanziatori potrebbero essere gruppi integralisti iraniani e siriani.



Esercitazione con maschere antigas



La base di Milano aveva sede nell’ Istituto Culturale Islamico di Viale Jenner 50. La Procura della Repubblica di Milano ha indagato 72 persone e ordinato altrettante perquisizioni oltre che a Milano anche a Torino, Cervignano del Friuli, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Napoli, Catanzaro e Rizziconi (RC). Sono inoltre stati spiccati diciassette ordini di custodia cautelare, di cui dieci eseguiti immediatamente. Tra i sette non reperibili figurava anche il capo religioso della moschea di Viale Jenner, Anwar Shaban, considerato l’organizzatore delle attività di fiancheggiamento al terrorismo internazionale e ai clandestini per la Bosnia. Ai diciasette è stata contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati: estorsione, porto abusivo d’armi, ricettazione, favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, falso materiale. In manette sono finiti Ibrahim Saad Abozie (fondatore dell’ Istituto Culturale Islamico), Sherif Hafez, Hussein Yousry, Arman Helmy, Aboel Mosad, Mohammed Abdel Hadi, Mohammed Elsa Bahy, Saleh Naser, Omar Makra, Hassan Abdel Aziz e Ali Abdel. Braccio operativo della cellula milanese era una cooperativa che gestiva alcune macellerie e l’ import-export di alimentari. Durante le indagini è inoltre emerso che Milano poteva essere il terminale di un possibile attentato al Presidente Mubarak nel corso della propria visita in Italia.



Roma, 2 giugno 2003, via dei Fori Imperiali: unità cinofile, N.O.C.S. ed elicotteristi della Polizia di Stato sfilano su via dei Fori Imperiali (foto www.esercito.difesa.it)



20 / 22 luglio 2001, Genova, Vertice G8: nell’ ambito del dispositivo di sicurezza predisposto per il vertice degli otto Paesi maggiormente industrializzati al mondo, il Nucleo è chiamato a rivestire il ruolo di squadra salvataggio ostaggi.



27 maggio 2002 : un membro del D.O.S. / N.O.C.S. facente parte del counter attack team predisposto per la sicurezza del Presidente U.S.A. George W. Bush , ritratto sul retro di un veicolo del corteo presidenziale . Gli uomini dello U.S. Secret Service sono stati affiancati dagli operatori del D.O.S. / N.O.C.S. nel compito di fornire protezione ravvicinata al Presidente . L' agente è ritratto a bordo di un veicolo Magnum in dotazione al N.O.C.S. , ed è armato di fucile d' assalto Steyr AUG



Operatore armato di pistola mitragliatrice H&K MP5 A5 (foto N.O.C.S.)

28 maggio 2002, Pratica di Mare (Roma), Vertice N.A.T.O.-RUSSIA: in occasione della storica firma del trattato di Roma, che sancisce ufficialmente l’ entrata della Russia nella N.A.T.O. (North Atlantic Treaty Organization) , eccezionali misure di sicurezza vengono adottate a difesa della base militare di Pratica di Mare, luogo adibito ad ospitare il summit. A garantire la sicurezza dei cieli è stato predisposto un Gruppo Campale di Comando e Controllo (G.C.C.C.) dell’ Aeronautica Militare, al quale un aereo radar Awacs ha costantemente inviato i dati dello spazio aereo sovrastante in tempo reale. In caso di minaccia aerea, le informazioni sarebbero state inviate al Comando Operativo Forze Aeree di Poggio Renatico ( Ferrara ) per poi rimbalzare alla situation room allestita a Pratica di Mare all’ interno della quale un team di sette persone, guidato dal Capo di stato maggiore dell’ Aeronautica Sandro Ferracuti, avrebbe ordinato l’ eventuale abbattimento tramite la squadra aerea costituita da due coppie di Tornado ed F-104. In caso di minaccia da parte di un apparecchio sensibilmente più piccolo o di un ultra leggero, l’ intervento sarebbe spettato rispettivamente agli MB 339 o agli elicotteri armati HH3F. Quale ultima difesa sono state disposte batterie di missili Spada, Aspide e Hawk, nonchè l’ intervento missilistico grazie alle unità della Marina presenti entro 15 miglia dalla costa laziale. Queste ultime sono state impiegate quale piattaforma operativa dal G.O.I. del COM.SUB.IN., il quale sembra aver dispiegato per l’ occasione la propria flottiglia di mezzi subacquei speciali, onde contrastare le attività di gruppi di sabotatori provenienti dal mare (eventualità paventata nei giorni precedenti al summit dalla stessa F.B.I. statunitense). I team di ispezione del Reggimento San Marco erano inoltre presenti sulle unità navali al fine di effettuare eventuali abbordaggi ed investigazioni di vascelli sospetti.



Uomini del N.O.C.S. in addestramento. L' operatore al centro, è munito di fucile a pompa/semiautomatico Franchi SPAS



Fast roping (barbettone) da un elicottero della Polizia di Stato

Data la distanza tra il litorale e la base, risulta probabile che ulteriori distaccamenti di forze speciali siano stati dispiegati sulla terra ferma unitamente ai reparti territoriali delle forze dell’ ordine a cavallo ed appiedati. In caso poi di pericolo imminente per le venti delegazioni straniere, sono stati predisposti piani di evacuazione aerea tramite apparecchi ad ala rotante in assetto S.A.R. (Search And Rescue), mentre la sicurezza nel sottosuolo è stata assicurata da squadre presenti nel complesso fognario sottostante l’ obiettivo (non escludiamo che la Francia abbia contribuito tramite lo SNIO, un corpo di circa 15 uomini in grado di operare in tali ambienti). Copertura assicurata anche in caso di attacco chimico o batteriologico grazie agli operatori N.B.C. dell’ Esercito Italiano e qualora fossero stati rinvenuti ordigni convenzionali per mezzo di nuclei E.O.D.. Per ciò che concerne la protezione ravvicinata delle personalità presenti, G.I.S. e N.O.C.S. hanno operato probabilmente a stretto contatto con i reparti stranieri distaccati a seguito delle delegazioni. Almeno a giudicare dalle immagini diffuse dai media nazionali, sembrerebbe inoltre che uomini dei sopra citati reparti fossero presenti a bordo delle auto del corteo presidenziale di George W. Bush, in veste di “counter attack teams” misti, in tandem con gli agenti dello United States Secret Service (U.S.S.S.) armati di lancia razzi spalleggiabili terra-aria Stinger. Notevoli anche le misure di sicurezza nella Capitale e sui 30 chilometri di arterie stradali che separano questa da Pratica di Mare: la corsia centrale della Cristoforo Colombo è stata per l’ occasione riservata ai mezzi diretti verso la base, mentre numerosi sono stati i posti di blocco istituiti dalle forze dell’ ordine. Un totale di 15.000 uomini ha assicurato che il primo importante vertice del nuovo millennio si svolgesse in assoluta, sicurezza fornendo uno splendido esempio di professionalità e senso del dovere.



Una squadra del N.O.C.S. posa dinnanzi ad un elicottero. Due agenti sono armati con fucili di precisione H&K PSG-1



Un sospetto è arrestato in un bus dirottato nel corso di un' esercitazione

5-6 maggio 2003, via Mosè Bianchi, Milano: sono da poco passate le 15:00 di lunedì 5 maggio 2003, quando Andrea Calderini, un trentunenne con gravi problemi psichici, uccide a colpi d’ arma da fuoco un’ anziana vicina di casa per poi barricarsi nel proprio appartamento e far nuovamente fuoco contro tre passanti che cadono a terra feriti. Decine di volanti delle forze dell’ ordine accorrono sul posto, isolando la zona. A cercare di far arrendere lo squilibrato (il quale è nell’ appartamento con la giovane moglie) anche il questore di Milano Vincenzo Boncoraglio, assieme alla madre e al padre dell’ uomo. Mentre il team di negoziazione si mette al lavoro per arrivare ad un epilogo incruento della vicenda, viene tagliata la fornitura di gas alla zona, onde evitare che il sospetto faccia saltare in aria lo stabile in un ultimo gesto di follia. Quando le chiamate telefoniche dei negoziatori non ottengono più risposta, si decide, intorno alle 17:00, di far arrivare da Roma gli uomini del N.O.C.S., che giungeranno alle 20:00 a Milano. Alle 23:00 circa, gli operatori prendevano posizione intorno all’ obiettivo, mentre alle 00:20 la squadra d’ assalto entrava nello stabile da due entrate distinte. Il blitz ha avuto luogo alle 00:55 circa, e si è svolto (come da consuetudine) in pochi secondi, dopo che alcuni operatori si sono calati sul balcone dell’ appartamento del Calderini. All’ interno dell’ obiettivo, gli agenti hanno rinvenuto il cadavere della moglie di Calderini e lo stesso sospetto, suicidatosi con un colpo di pistola in bocca (entrambi i decessi sarebbero avvenuti alle 16:00 circa). L’ operazione avrebbe coinvolto in tutto una ventina di uomini del N.O.C.S., i quali avrebbero anche fatto uso di una piccola carica esplosiva (forse applicata alla porta d’ ingresso dell’ appartamento). Tra le armi impiegate, le pistole mitragliatrici Heckler&Koch MP5-K in 9mm.. Interessante, a margine della tragica vicenda, la considerazione espressa dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini, sulla necessità di disporre di reparti d’ intervento rapido dislocati su tutto il territorio nazionale: “Bisogna tener presente che Milano e la Lombardia sono territori molti grandi, popolati e complessi. Anche statisticamente questo è un territorio dove possono accadere delle emergenze e non dimentichiamo che, al di là della tragedia di lunedì a Milano e in Lombardia, esiste il problema, oltre che della criminalità, anche del terrorismo islamico e quello delle brigate rosse”.



L' irruzione in una killing house (foto N.O.C.S.)



Domenica 18 maggio 2003, Roma: l' ex Presidente degli Stati Uniti d' America George Bush, al Foro Italico per assistere alla finale del torneo di tennis Telecom Masters Series 2003. Il servizio di protezione VIP è stato affidato al N.O.C.S., il quale ha operato unitamente allo United States Secret Service, i cui agenti sono ritratti nella foto (foto &copy Luigi Fraboni)

Domenica 18 maggio 2003, Roma: il N.O.C.S. in servizio protezione VIP per l’ ex Presidente degli Stati Uniti d’ America George Bush, in visita a Roma ed ospite dell’ Ambasciatore francese in Italia. Bush si è recato, tra gli altri, presso lo Stadio del Tennis (località Foro Italico), ove ha potuto assistere alla finale del torneo di tennis Telecom Masters Series 2003, circondato da un folto gruppo di agenti del N.O.C.S. e dello United States Secret Service (U.S.S.S.), ovviamente in abiti civili. Da segnalarsi un piccolo fuori programma, costituito dall’ improvvisa comparsa di un cartello ingiurioso all’ indirizzo Mr Bush e ad opera di un provocatore presente sugli spalti dello stadio. L’ elemento è stato immediatamente allontanato dalle forze dell’ ordine e fra gli applausi del pubblico, evidentemente infastidito dalla presenza dell’ esagitato.



4 – 5 giugno 2004, Roma, visita Presidente U.S.A. George W. Bush: il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza è stato attivamente impegnato in veste di Counter Attack Team e protezione ravvicinata, a beneficio del Presidente U.S.A. George W. Bush. Gli agenti sono stati ovviamente affiancati dallo United States Secret Service (U.S.S.S.), con il quale è stata sviluppata una proficua affinità operativa. Il N.O.C.S. ha inoltre dispiegato aliquote di tiratori scelti in località sensibili che hanno visto la presenza di Mr. Bush.



Operatori impegnati in un servizio di scorta (foto N.O.C.S)



6 – 8 aprile 2005, Roma, visita Presidente U.S.A. George W. Bush: in occasione della partecipazione del Presidente statunitense George W. Bush ai funerali di Papa Giovanni Paolo II, il N.O.C.S. è stato attivato con compiti di Counter Attack Team e protezione ravvicinata, unitamente allo United States Secret Service (U.S.S.S.). E’ possibile che il reparto sia stato impiegato in compiti simili, anche a beneficio di altre delegazioni estere, giunte a Roma negli stessi giorni per l’ importante evento. La gallery nella colonna a fianco è stata realizzata in esclusiva da Corpi d’ élite.net e fa riferimento alla visita del Presidente statunitense presso il Quirinale, per un incontro informale con il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, svoltosi nella giornata del 7 aprile. Nelle immagini è ritratto il convoglio presidenziale (con a bordo anche gli ex presidenti George Bush e Bill Clinton), scortato dagli operatori statunitensi ed italiani (le targhe dei cui veicoli sono state oscurate per motivi di sicurezza operativa), nonché il servizio d’ ordine nell’ area circostante, affidato all’ Arma dei Carabinieri (la quale dispiegava unità di tiratori scelti) alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato ed agli agenti dei servizi di sicurezza. Desideriamo a tal proposito far notare come le forze dell’ ordine, pur avendo garantito rigorosamente ed efficientemente la sicurezza nell’ area circostante il Quirinale, abbiano comunque consentito alla piccola folla di cittadini e turisti radunatasi, di assistere agevolmente all’ arrivo del Presidente Bush. Un ulteriore attestato della professionalità propria degli uomini e delle donne facenti parte delle forze di polizia italiane.





Aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci, Fiumicino (Roma), 10 giugno 2007, visita del Presidente U.S.A. George W. Bush: una squadra del N.O.C.S. sorveglia dal cielo l' Air Force One, in attesa di decollare al termine della visita presidenziale a Roma (Foto &copy Associated Press / Pierpaolo Cito)


9 – 10 giugno 2007, Roma, visita Presidente U.S.A. George W. Bush: ancora una volta al N.O.C.S. e’ affidata la protezione del Presidente degli Stati Uniti d’ America, George W. Bush. Il capo di Stato ha effettuato una visita “lampo” nella capitale, al ritorno dal vertice G8 tenutosi a Rostock (Germania) dal 6 all’ 8 giugno 2007. Oltre a compiti di Counter Attack Team all’ interno del convoglio presidenziale (assolti unitamente allo United States Secret Service), il reparto ha fornito protezione dall’ alto, grazie all’ impiego di tiratori scelti a bordo di elicotteri della Polizia di Stato.



Aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci, Fiumicino (Roma), 10 giugno 2007, visita del Presidente U.S.A. George W. Bush: una squadra del N.O.C.S. sorveglia dal cielo l' Air Force One, in attesa di decollare al termine della visita presidenziale a Roma (Foto &copy Reuters / Giampiero Sposito)



8 – 10 Luglio 2009, L’ Aquila, vertice G8: straordinarie, come sempre in questi casi, le misure di sicurezza adottate in occasione del vertice G8, tenutosi dall’ 8 al 10 Luglio 2009 nella citta’ dell’ Aquila. Ad affiancare un imponente dispositivo di agenti delle forze dell’ ordine, sono stati gli operatori delle unita’ controterrorismo dell’ Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Agli uomini del G.I.S. della Benemerita e’ probabilmente stato assegnato il compito di squadra salvataggio ostaggi / counter attack team, nel caso di una minaccia diretta all’ incolumita’ dei dignitari. Gli operatori sono stati visti volteggiare sui cieli dell’ Aquila prima e durante il summit, a bordo degli elicotteri dell’ Arma (in foto). Non e’ escluso che i militari abbiano anche effettuato servizi di protezione ravvicinata. Il N.O.C.S. e’ stato come sempre integrato all’ interno del convoglio del Presidente degli Stati Uniti d’ America, affiancando gli uomini dello United States Secret Service anche nei giorni precedenti all’ inizio del summit, quando il Presidente Obama si e’ recato in visita a Roma. L’ AT.-P.I. e’ stato anch’ esso presente, probabilmente con compiti anti sommossa, nel caso di incidenti (fortunatamente non verificatisi) con gruppi di facinorosi appartenenti all’ estrema Sinistra.



Ma le misure di sicurezza adottate in occasione di questo G8 sono andate ben oltre il dispiegamento delle unita’ tattiche dei tre corpi di Polizia. Tanto nei cieli dell’ Aquila, quanto in quelli di Roma in concomitanza con la visita del Presidente U.S.A., ha volteggiato uno Unmanned Aerial Vehicle (U.A.V.) Predator dell’ Aeronautica Militare. Operato dalla base di Amendola (Foggia), dove ha sede il 28/o gruppo del 32/o Stormo dell’ Aeronautica Militare, al momento del suo impiego durante il G8 questo apparecchio aveva gia’ collezionato duemila ore di volo in Iraq e tremila in Afghanistan. Quello del G8 e’ stato il primo dispiegamento operativo del Predator entro i confini nazionali, al quale e’ stato affidato il compito di sorvegliare il territorio. Prevedibile anche l’ uso di jammer per le frequenze GSM, in grado di bloccare le comunicazioni tra gli apparecchi cellulari ed evitare quindi l’ innesco di ordigni a distanza. Tali misure di sicurezza vengono normalmente poste in essere al passaggio del convoglio presidenziale statunitense, grazie ad apparecchiature installate all’ interno dei SUV Chevy dello United States Secret Service.



Gli agenti del N.O.C.S. che hanno partecipato all' intervento, ripresi dalle telecamere del TG1 nel corso della conferenza stampa post operazione (© TG1)

Martedi’ 19 Gennaio 2010, via Gramsci, Lucera: gli uomini del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza entrano in azione nella cittadina di Lucera, a pochi chilometri da Foggia, per liberare un’ adolescente tenuta in ostaggio da uno squilibrato. La vicenda ha avuto inizio verso le ore 11:00 del 19 Gennaio, quando Rosy, cosi’ si chiama la giovane ragazza presa in ostaggio, si trovava con due amiche dinnanzi alle vetrine di un negozio di articoli da regalo nel centro storico della cittadina. All’ improvviso le si avvicina Massimiliano Credico, di anni 35, che puntandole un coltello alla gola la fa entrare nel negozio, costringendo gli occupanti ad uscire. L’ uomo si sdraia quindi a terra insieme all’ ostaggio. All’ arrivo delle forze dell’ ordine, del capo della procura di Lucera e del sindaco della cittadina, il Credico avanza la richiesta di parlare con gli onorevoli Alessandra Mussolini, Rosy Bindi e Oliviero Diliberto.



Il comandante della squadra responsabile per aver effettuato l' intervento, spiega la dinamica dell' operazione (© TG1)

Nel pomeriggio, dopo una serie di futili tentativi atti a far arrendere lo squilibrato (il quale si era reso protagonista di un episodio simile gia’ nel 2007, sequestrando una donna incinta) il N.O.C.S. arriva sulla scena a bordo di un elicottero. Sette agenti, in abiti civili e a volto scoperto per non insospettire il Credico, entrano all’ interno dell’ esercizio commerciale teatro della crisi, subentrando progressivamente agli agenti gia’ all’ interno. Il Credico e l’ ostaggio si trovavano nel secondo locale del negozio, quello piu’ interno con accesso alla toilette, e posizionati in un angolo. Nel corso delle trattative, i N.O.C.S. comunicavano con Rosy inviandole SMS sul telefonino che stringeva in mano. La ragazzina leggeva le istruzioni degli agenti, ma il sequestratore, in forte stato di alterazione mentale, non lo notava. Onde cercare di farla allontanare dallo squilibrato, gli agenti le hanno anche suggerito di andare in bagno, ma il Credico l’ ha accompagata senza staccarle il coltello dalla gola. Con il trascorrere del tempo il braccio del Credico ogni tanto si abbassava per la stanchezza e gli operatori gli si avvicinavano centimetro dopo centimetro fino ad arrivargli ad un metro di distanza. Al Credico sono stati anche offerti acqua e pizza adeguatamente trattati con anestetico ma prontamente rifiutati dall’ uomo, il quale si rifiutava anche di recarsi in bagno pr espletare i propri bisogni fisiologici.



Gli agenti del N.O.C.S. ripresi in uscita dal negozio di via Gramsci, al termine dell' intervento compiuto con successo (© TG1)



Gli agenti del N.O.C.S. ripresi in uscita dal negozio di via Gramsci, al termine dell' intervento compiuto con successo (© TG1)

Quando verso le 18:00, dopo sette ore di trattative, lo squilibrato stacca il coltello dalla gola della ragazzina onde grattarsi la testa, tre operatori entrano fulmineamente in azione. “Ognuno dei tre operanti piu’ ravvicinati aveva un compito”, spiega il Comandante della squadra intervenuta. “Uno aveva il compito di bloccare il coltello, uno di portare via la ragazzina ed uno di neutralizzare il soggetto (…) La capacita’ della ragazzina di mantenere i nervi saldi durante tutto questo periodo, anche nei momenti piu’ duri, e’ stata sorprendente. La ragazzina ha tenuto magnificamente e ci e’ stata di aiuto in questo.”



Gli agenti del N.O.C.S. ripresi in uscita dal negozio di via Gramsci, al termine dell' intervento compiuto con successo (© TG1)



Gli agenti del N.O.C.S. ripresi in uscita dal negozio di via Gramsci, al termine dell' intervento compiuto con successo. Massimiliano Credico e' visibile sui sedili posteriori della volante (© TG1)

Il Procuratore della Repubblica di Lucera Massimo Lucianetti ha confermato come il Credico si trovasse in libertà da due mesi, dopo aver subito in primo grado una condanna a quattro anni di reclusione per il sequestro del 2007. Nel 2008 la Corte di Appello ha ridotto la pena a tre anni da scontarsi agli arresti domiciliari senza alcuna altra prescrizione. L’ incoscienza dei giudici della Corte d’ Appello, puo’ quindi considerarsi quale unica responsabile per il drammatico episodio del 19 Gennaio 2010, che solo grazie alla professionalita’ degli operatori del N.O.C.S. non si e’ trasformato in una tragedia.



Gli agenti del N.O.C.S. proteggono dalla folla inferocita la volante a bordo della quale si trova Massimiliano Credico (© TG1)



Gli agenti del N.O.C.S. proteggono dalla folla inferocita la volante a bordo della quale si trova Massimiliano Credico (© TG1)



Martedi' 30 marzo 2010, Paganica (L' Aquila): un agente della Polizia di Stato mostra i danni subiti dalla porta blindata nel corso dell' irruzione (Foto &copy Raniero Pizzi)

Martedi’ 30 Marzo 2010, Paganica (L’ Aquila): gli uomini del N.O.C.S. portano a termine con successo la liberazione di tre bambini e della loro anziana nonna, che dalla serata precedente erano tenuti in ostaggio dal padre all’ interno di un appartamento a Paganica, in provincia dell’ Aquila. L’intervento del N.O.C.S. è stato deciso dal Sostituto Procuratore della Repubblica Simonetta Ciccarelli dopo il fallimento delle trattative intavolate con l’ uomo, che aveva anche dato in escandescenze scagliando dalla finestra piatti ed altri suppellettili. A quanto sembra, nel corso delle trattative, il soggetto avrebbe anche richiesto agli inquirenti di fargli pervenire 400.000 euro in una busta chiusa, da passare sotto la porta.



Martedi' 30 marzo 2010, Paganica (L' Aquila): si noti la porta forzata in corrispondenza di tre punti (Foto &copy Raniero Pizzi)



L’ irruzione è scattata alle prime luci dell’alba. Gli operatori del N.O.C.S. hanno fatto irruzione contemporaneamente dal balcone dell’ appartemento e dalla porta d’ ingresso, probabilmente utilizzando granate stordenti al fine di disorientare l’ uomo e precludergli ogni tentativo di reazione. Tutti gli ostaggi sono stati portati in salvo illesi. Alla base del gesto disperato vi sarebbe la causa di separazione dalla moglie ed il timore di perdere l’affidamento dei figli, due gemelli di cinque anni ed uno di nove anni.



Operatori del N.O.C.S. nel corso di una esercitazione antiterrorismo volta alla riacquisizione di un aviogetto dirottato (foto N.O.C.S.)

Storia >

Struttura >

Selezione >

Attività Operative >

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito - By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito - The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close