Battaglione Alpini Rangers “Monte Cervino” – Afghanistan

Alpini Rangers simulano l' irruzione in ambienti chiusi. I nastri visibili a terra, delimitano il perimetro di stanze e corridoi immaginari. Si notino le ginocchiere, le calzature (non di ordinanza) ed i fucili d' assalto statunitensi CAR M4 con lanciagranate M203



Martedi 18 marzo 2003, Khost, operazione “ENDURING FREEDOM”: primo scontro a fuoco per i ragazzi della task force “NIBBIO”. Intorno alle 22:00 ora locale, un razzo da 107 mm è stato esploso contro la Base Salerno, sede del contingente italiano, andando ad esplodere a circa 100 metri dall’ installazione. Pronta la reazione dei nostri uomini, i quali, dopo aver illuminato a giorno l’ area circostante tramite il lancio di bengala, hanno rilasciato un distaccamanto di Alipini ed Incursori del Col Moschin, i quali hanno individuato gli aggressori in tre elementi. I militi hanno immediatamente intimato l’ alt e sparato alcuni colpi d’ avvertimento in aria ma, come recita la nota ufficiale dello S.M. Difesa, “constatato che gli assalitori non desistevano dal loro intento”, hanno aperto il fuoco contro i tre sospetti. Uno di questi è stato colpito e condotto via dai propri compagni, i quali, complice l’ oscurità, sono riusciti a dileguarsi. Nessuno dei nostri militi è rimasto ferito.



Venerdì 7 febbraio 2003, Base Salerno, Bagram: Alpino Ranger ripreso al di fuori del campo base della Task force NIBBIO (foto &copy Associated Press/ Aaron Favila)

Il portavoce dell’ Esercito Italiano, il Tenente Gianfranco Oggiano, ricostruisce l’ accaduto come segue: “Stiamo procedendo all’identificazione dei tre assalitori che hanno lanciato un razzo alla nostra base. Il sospetto di Al Qaeda rimane in piedi ma è ancora da confermare. L’attacco, ce lo aspettavamo, è avvenuto in due fasi: prima è stato lanciato il missile che ha raggiunto il lato ovest, a 100 metri dal campo. L’attacco è avvenuto di notte, intorno alle dieci. Non è la prima volta che subiamo degli attacchi, era nell’aria un’altra aggressione che si è materializzata in tre uomini armati che abbiamo individuato con i visori notturni. In un primo momento i nostri soldati hanno lanciato alcuni colpi di avvertimento, poi hanno aperto il fuoco perché i tre si sono diretti verso il campo. Abbiamo esploso alcune bombe illuminanti, uno dei tre assalitori è rimasto ferito ed è stato stato trasportato a spalla dagli altri due. Ora stiamo cercando di risalire alla loro provenienza e capire soprattutto il perché di quell’attacco. Gli Alpini ora sono in allerta e stanno predisponendo un piano operativo per affrontare la situazione. Nella notte non c’è stato bisogno di attivare gli elicotteri americani di supporto”.



La mobilità aerea per i ragazzi della NIBBIO è offerta dai Black Hawk statunitensi, adeguatamente supportati da elicotteri da attacco. Nel corso dell' operazione UNIFIED VENTURE del maggio 2003, i nostri uomini hanno inoltre avuto modo di effettuare il primo avioassalto operativo nella storia dell' Esercito Italiano



Nelle stesse ore, Chapman Airfield, base dei “Green Berets” dello U.S. Army e che si trova a meno di sei chilometri da base “Salerno”, veniva attaccata con razzi e mitragliatrici, ma nessun militare statunitense è stato colpito.



Venerdì 7 febbraio 2003, Base Salerno, Bagram: Alpini Rangers assicurano il perimetro di Base Salerno. Si noti come, mentre il milite sullo sfondo sia armato di Beretta SC 70/90, quello in primo piano sia invece munito di un CAR M4 S.O.P.MOD. (Special Operation Peculiar Modification) statunitense (foto &copy Associated Press/ Aaron Favila)



12 aprile 2003, Khost: un ordigno è esploso al passaggio di un mezzo degli Alpini della “NIBBIO”, senza provocare danni ne feriti. L’episodio è accaduto durante un pattugliamento condotto a Khost verso le 10.25 (le 7.55 ora italiana). Il comando del contingente parla di un congegno rudimentale, “verosimilmente costituito da due bombe a mano”, che è esploso vicino ad uno dei mezzi blindati. A seguito dell’ accaduto, un sospetto è stato fermato e condotto presso la Base Salerno.



Operatori del Monte Cervino ripresi in Afghanistan nel corso del 2002. Il Ranger in primo piano è munito di fucile d' assalto Beretta SC 70/90, mentre alle sue spalle notiamo il calcio di uno Steyr Aug (Foto Battaglione Alpini Rangers Monte Cervino)

1/3 maggio 2003, valle di Bermel (Afghanistan orientale), operazione “UNIFIED VENTURE”: gli uomini della Task Force “NIBBIO” prendono parte, unitamente alla 82nd Airborne Division appartenente alla Task Force “DEVIL” e ad un battaglione dell’ Afghan National Army, all’ operazione “UNIFIED VENTURE”, nella valle di Bermel ad un’ altezza di circa 3000 metri. Nello specifico, risultano esser intervenuti i Ranger del “Monte Cervino”, la 108a Compagnia Alpini, la 119ma Compagnia Mortai ed elementi E.O.D./ B.O.E. (Explosive Ordinance Disposal/ Bonifica Ordigni Esplosivi) completi di unità cinofile. La particolarità dell’ operazione, consiste nell’ aver effettuato il primo assalto aereo operativo nella storia dell’ Esercito Italiano, con una componente elitrasportata la quale si è poi ricongiunta con le unità giunte da terra. Mentre 16 elicotteri statunitensi UH-60 Black Hawk e CH-47 Chinook trasportavano le truppe in zona operazioni, caccia F-16 ed apparecchi anticarro A-10 Warthog si occupavano di fornire la necessaria copertura aerea tanto per gli apparecchi, quanto per i reparti a terra fornendo il C.A.S. (Close Air Support). Nel corso dell’ operazione (durante la quale sono statre fornite cure mediche ai civili bisognosi) sono stati identificati 300 elementi.



Operatore armato di fucile di precisione Accuracy International in cal.308 Lapua Magnum, dispiegato in Afghanistan nel 2002 (Foto Battaglione Alpini Rangers Monte Cervino)



2-3 giugno 2003, Shah-i-Kot (provincia est di Paktia), operazione “DRAGON FURY”: 150 operatori della Task Force “NIBBIO”, unitamente alle forze USA, hanno effettuato una maxi operazione antiterrorismo nella valle Shah-i-Kot (teatro dell’ operazione “ANACONDA” del marzo 2002), usufruendo di una quarantina di mezzi e della copertura di 20 elicotteri statunitensi, tra cui UH-60 Blackhawk, CH-47 Chinook ed AH-64 Apache. Nel corso della retata, i militi italiani hanno effettuato 300 perquisizioni ad automezzi ed 800 perqusizioni personali, le quali sono risultate nell’ arresto di 21 elementi. “DRAGON FURY” è stata volta a stringere i terroristi ancor più nella morsa delle forze della Coalizione, negando loro lo spazio vitale necessario a porre in essere attività delittuose.



Alpini Rangers armati con una combinazione di Beretta SCP 70/90 (versione accorciata per reparti aviotrasportati) e Steyr AUG, in azione in Afghanistan nel 2002. Il maniglione di trasporto dell' SCP 70/90 in primo piano, è stato rimosso per far spazio ad un' ottica di precisione (Foto Battaglione Alpini Rangers Monte Cervino)

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