Sinwar endgame: come e’ stato eliminato il leader di Hamas

Il cadavere di Yahya Sinwar circondato dai militari dell’ I.D.F. (Photo Israel Defence Force)

Con l’eliminazione di Yahya Sinwar, leader politico di Hamas, Israele ha portato a segno un colpo che potrebbe avere importanti ripercussioni sull’organizzazione terroristica. Ma se l’eliminazione in precedenza di altre figure di spicco di Hamas e’ stata il frutto di una meticolosa opera di raccolta informazioni, quella di Sinwar sembra invece essere stata la conseguenza di un caso fortuito.

 

Come e’ stato individuato Sinwar

Sinwar ripreso da un drone dell’esercito israeliano (Photo Israel Defense Forces)

Secondo le informazioni rilasciate dall’ Israel Defense Forces (I.D.F.), nel corso di un’attivita’ di controllo del territorio effettuata Mercoledi’ 16 Ottobre nell’area di Tel Al Sultan a Rafah, una pattuglia dell’ 828ma brigata dell’esercito si e’ imbattuta in tre terroristi. Dopo aver lanciato bombe a mano contro i militari, il gruppo si e’ diviso per entrare in due edifici diversi. Sinwar, addentratosi da solo all’interno di una palazzina, era a questo punto gia’ stato ferito ad un braccio.

I militari hanno quindi chiamato a supporto un carro armato che ha esploso un colpo contro l’edificio. Al termine del conflitto a fuoco i soldati hanno inviato un mini drone da ricognizione all’interno del caseggiato, filmando un uomo, Sinwar, seduto su di una poltrona. Nel filmato pubblicato dalle forze armate, si vede il terrorista  cercare di colpire il drone con un pezzo di legno. E’ a questo punto che il drone e’ stato presumibilmente ritirato e che i militari sono entrati all’interno dell’edificio per terminare il lavoro. In una foto scattata nel fabbricato, si vede Sinwar riverso a terra e parzialmente ricoperto dalle macerie, il che fa pensare che un secondo colpo si stato esploso dal carro di supporto contro l’edificio prima dell’ingresso dei soldati. Nell’immagine si nota inoltre un foro di proiettile nel cranio del terrorista.

Al momento della sua eliminazione Sinwar era in possesso di un’arma personale, un giubbotto antiproiettile, 40.000 shekel (ca. 9.900 euro) in contanti, un pacchetto di caramelle e un passaporto intestato ad un insegnante dell’UNRWA, l’agenzia “umanitaria” delle Nazioni Unite che conta tra le sue fila diversi dei terroristi che hanno preso parte al genocidio del 7 Ottobre 2023. L’esame dell’arcata dentale ha consentito di identificare positivamente il leader di Hamas.

 

Gli effetti personali rinvenuti sul corpo del terrorista (Photo Israel Defense Forces)
Passaporto intestato ad un insegnante dell’UNRWA, l’agenzia “umanitaria” delle Nazioni Unite (Photo Israel Defense Forces)

Chi era il “macellaio di Khan Yunis”

Sulla testa di Sinwar, considerato l’ideatore del genocidio del 7 Ottobre, pendeva una taglia di 400,000 dollari. Sembra che il terrorista fosse solito spostarsi impiegando la vasta rete di tunnel costruita da Hamas sotto Gaza e che avesse abbandonato l’uso di apparati di comunicazione elettronica per evitare di essere localizzato. A proteggerlo un drapello di guardie del corpo ed un pugno di ostaggi israeliani utilizzati come scudi umani.

Sinwar era succeduto ad Ismail Haniyeh quale capo politico di Hamas, dopo che quest’ultimo era stato neutralizzato il 31 Luglio 2024 da un attacco mirato mentre si trovava a Teheran. Sinwar aveva aiutato Hamas a nascere verso la fine degil anni ’80, divenendone il capo della sicurezza interna e guadagnandosi ben presto il soprannome di “macellaio di Khan Younis” (sua citta’ natale) per l’efferratezza dei metodi utilizzati per uccidere i suoi prigionieri, incluso l’uso di machete e rasoi. Ed e’ proprio per il suo ruolo nell’uccisione di sospetti informatori e per la pianificazione dell’assassinio di due soldati dell’ I.D.F., che nel 1989 una corte israeliana lo condanna a quattro ergastoli. Viene scarcerato nel 2011, come parte dell’accordo per il rilascio di Gilad Shalit, militare dell’ I.D.F. rapito cinque anni prima da Hamas.

 

Il dopo Sinwar

Sono diverse le personalita’ in lizza per la successione a Sinwar. Sei in particolare sembrano essere i soggetti favoriti per la leadership di Hamas.

Mahmoud al-Zahar e’ considerato l’ideologo di Hamas e fa anche lui parte del nucleo fondatore. Ha assunto un ruolo preponderante a seguito dell’ascesa al potere del gruppo terroristico nel 2006 e ne e’ stato il primo ministro degli esteri. E’ sopravvissuto a due tentativi di eliminazione, rispettivamente nel 1992 e nel 2003.

Mohammed Sinwar, ovvero il fratello di Yahia, e’ uno dei leader militari del gruppo e condivide l’approccio oltranzista di Yahya. La sua nomina potrebbe essere decisa per dare un senso di continuita’ alla leadership di Hamas.

Mousa Abu Marzouk, ex capo dell’ufficio politico di Hamas, proviene dalla branca palestinese della Fratellanza Musulmana, dalla quale si e’ distaccato alla fine degli anni ’80 per contribuire alla fondazione di Hamas. Attualmente in Giordania dopo aver trascorso un periodo in carcere negli Stati Uniti, ha mantenuto forti legami ideologici con il gruppo terroristico e sembra essere tra i favoriti per succedere a Sinwar.

Mohammed Deif, capo delle bigate Izz al-Din al-Qassam (ala militare di Hamas) potrebbe ancora essere vivo, nonostante rapporti di intelligence lo abbiano dato per ferito. Se fosse ancora vivo, il fatto di aver organizzato alcuni degli attacchi piu’ complessi portati a segno da Hamas (inclusa la strage del 7 Ottobre) lo porrebbe tra i favoriti alla successione. 

Khalil al-Hayya si trova attualmente in Qatar ed ha fama di abile negoziatore, essendosi gia’ seduto con successo al tavolo delle trattative con Israele per l’accordo sul cessate il fuoco del 2014. La sua nomina potrebbe essere il segnale che Hamas sarebbe pronta a negoziare.

Khaled Mashal anch’egli residente in Qatar, ha guidato Hamas dal 2006 al 2017. Nonostante sia ancora rispettato all’interno del gruppo, non e’ visto di buon occhio dal regime iraniano (il maggiore finanziatore di Hamas) per via della sua opposizione al presidente siriano Bashar al-Assad.

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