Strage Crocus City Hall: quello che sappiamo fino ad ora

Membri dell’unita’ OMON all’esterno del Crocus City Hall (Foto © Vyacheslav Prokofyev/TASS)

Un massacro che richiama alla mente il teatro Dubrovka di Mosca e il Bataclan di Parigi, quello perpetrato la scorsa notte al Crocus City Hall. Mentre non risulta ancora certa la matrice dell’attentato, ecco alcuni punti fermi nell’indagine:

– i terroristi avevano pianificato l’operazione: dall’analisi dei filmati presenti in rete, si vedono i terroristi aggirarsi con sicurezza all’interno della struttura. Questo potrebbe indicare il fatto, assai probabile, che il gruppo di fuoco avesse effettuato una ricognizione nei giorni precedenti l’assalto. Secondo l’agenzia di stampa russa Tass, che cita fonti dell’ F.S.B. (Federal’naya sluzhba bezopasnosti Rossiyskoy Federatsii), il servizio di sicurezza federale russo, i terroristi avrebbero in precedenza nascosto le armi impiegate per l’attacco in una cassa. Si noti come anche nel caso dell’attentato alla scuola di Beslan nel Settembre 2004, i terroristi avessero nascosto le armi in prossimità dell’obiettivo;

– i terroristi arrestati proverrebbero dal Tajikistan: le autorità hanno confermato l’arresto di undici elementi, quattro dei quali avrebbero direttamente preso parte all’attacco. Nessun collegamento tra gli attentatori e membri delle forze armate di Kiev è emerso dai primi sommari interrogatori degli arrestati;

– attacco su commissione: uno degli arrestati ha confessato che a ogni membro del commando sarebbero stati promessi 500.000 rubli (circa 5.000 euro), di cui 250.000 già pagati in anticipo. Il terrorista ha inoltre dichiarato di aver accettato di partecipare all’attacco dopo aver ascoltato i sermoni di un non ben precisato “predicatore;

– gli esecutori dell’ attentato sono stati fermati nei pressi del confine ucraino: i quattro membri del commando stavano cercando di fuggire verso l’ Ucraina a bordo di una Renault, quando sono stati bloccati nel distretto di Karachi, regione di Bryansk. I terroristi rispondono ai nomi di Nasridinov Makhmadrasul, 37 anni, Ismonov Rivozhidin, 51 anni, Safolzoda Shokhinjonn, 21 anni, e Nazarov Rustam, 29 anni.

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