Parigi, 17 Giugno 2003

I Mujahedeen del Popolo combinano l’ ideologia islamica con quella comunista. Hanno preso parte alla rivoluzione islamica che nel 1979 portò al potere in Iran l’ Ayatollah Khomeini, per essere in seguito banditi con la conseguente dispersione dei propri membri al di fuori del Paese.


Martedì 17 giugno 2003, Auvers-sur-Oise, Francia: agenti della Police Nationale ripresi nei pressi del quartier generale dei Mujahedeen del Popolo ad Auvers sur Oise, a nord di Parigi (Foto Associated Press / Jacques Brinon)

Nelle prime ore del mattino di martedì 17 giugno 2003, l’ antiterrorismo francese ha condotto una serie di sequestri e 165 arresti nelle sedi del gruppo di opposizione iraniano Mujahedeen del Popolo. L’ operazione, la quale ha coinvolto circa 1300 agenti tra i quali un numero imprecisato di operatori del R.A.I.D. (Recherche Assistance Intervention Dissuasion) della Police Nationale e circa ottanta del G.I.G.N. (Groupe de Sécuritè et d’ Intervention) della Gendarmerie Nationale è stata ordinata dal magistrato Jean-Louis Bruguiere, al termine di un indagine durata due anni, ed ha visto la cattura, tra gli altri, di Maryam Rajavi, moglie del leader Massoud Rajavi ed acclamata dai suoi seguaci quale futuro presidente dell’ Iran. Nel mirino, una dozzina di sedi del gruppo situate a nord ovest di Parigi, nella regione di Yvelines e nella cittadina di Auvers-sur-Oise, ove il quartier generale del Consiglio Nazionale di Resistenza dell’ Iran (copertura politica del gruppo estremista e base d’ appoggio internazionale) è stato teatro di un raid da parte degli agenti, il quale ha portato all’ arresto di Saleh Rajavi, fratello di Maryam. I blitz hanno portato al sequestro di 1,3 milioni di dollari (equivalenti ad 1,1 milioni di euro) in banconote da cento e di un ingente numero di personal computer ed hardware. A detta dei membri del gruppo, il leader Massoud Rajavi sarebbe tuttora in Iraq. Secondo l’ antiterrorismo francese, i Mujahedeen del Popolo si stavano preparando a compiere, o finanziare, azioni terroristiche. Al fine di interrogare i sospetti, la polizia ha impiegato circa trenta interpreti Farsi (dialetto arabo).



Martedì 17 giugno 2003, Francia: agenti del R.A.I.D. della Police Nationale, prendono posizione nei pressi del Consiglio Nazionale di Resistenza dell' Iran presso Auvers-sur-Oise. L' operatore a sinistra è armato con una H&K MP5 equipaggiata con una torcia e con quello che sembrerebbe essere un puntatore al laser. L' agente sulla destra è invece munito di un braccio telescopico che, grazie ad una telecamera, consente di scrutare oltre angoli e porte mentre si è al riparo (Foto Associated Press / Thomas Coex)



Il gruppo estremista combina l’ ideologia islamica con quella comunista. Ha preso parte alla rivoluzione islamica che nel 1979 portò al potere in Iran l’ Ayatollah Khomeini, per essere in seguito bandito con la conseguente dispersione dei propri membri al di fuori del Paese. Sotto la guida di Massoud Rajavi, l’ ala militare riparò in Iraq, ove furono pianificati attentati contro il regime iraniano (ed è proprio dall’ Iraq che molti suoi membri sono giunti in Francia dopo l’ avvio di “IRAQI FREEDOM”). Maryam (nata a Teheran nel 1953), moglie di Massoud, fu ,alla fine degli anni ’80, alla guida dei Mujahedeen del Popolo congiuntamente al marito, per poi dimettersi dopo esser stata nominata elegibile alla guida di un futuro governo iraniano dai seguaci del gruppo stesso nel 1993. Nonostane si propongano (almeno ufficialmente) di combattere il regime teocratico iraniano, i Mujahedeen del Popolo sono stati classificati quale gruppo terroristico da USA, Iran ed Unione Europea (nel maggio 2002).



Martedì 17 giugno 2003, Francia: agenti del R.A.I.D. della Police Nationale, si apprestano ad irrompere nella sede del Consiglio Nazionale di Resistenza dell' Iran presso Auvers-sur-Oise. Sulla destra, uno degli agenti sta utilizzando un braccio telescopico con telecamera per scrutare oltre il muro di cinta dell' edificio (Foto Associated Press / Thomas Coex)



Ali Safavi, portavoce del gruppo, ha però accusato Parigi di star cercando di compiacere, attraverso questa inaspettata azione, il regime fondamentalista iraniano, proprio negli stessi giorni al centro di violente proteste da parte degli universitari di Teheran. Il gruppo ha infatti stabilito da molto tempo la propria base in Francia (da sempre prodiga nel fornire asilo politico a dissidenti e terroristi, come nel caso di alcuni noti esponenti delle vecchie Brigate Rosse) ed in molti si chiedono perchè l’ azione di polizia sia stata effettuata proprio in un momento in cui il leader supremo dell’ Iran, l’ Ayatollah Ali Khamenei, ed il Presidente Mohammad Khatami abbiano richiesto a numerosi Paesi di agire con maggior solerzia nei confronti dei movimenti di opposizione iraniani rifugiatisi all’ estero. Il 25 giugno, saranno confermati gli arresti per undici dei sospettati, inclusa Maryam Rajavi.



Martedì 17 giugno 2003, Francia: gli agenti ripresi al termine dell' operazione (Foto AFP / Jack Guez)

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