MAR.SOC. Marine Special Operations Command

Emblema del MAR.SOC.
Emblema del MAR.SOC.

Il 1 novembre 2005 il Segretario alla Difesa statunitense Donald Rumsfeld, ha annunciato la nascita di un comando per operazioni speciali in seno allo U.S. Marine Corps (U.S.M.C.), con il compito di addestrare reparti stranieri ed effettuare operazioni che richiedano l’ esperienza ultra centenaria del corpo nella conduzione di assalti anfibi. La decisione di dotare il corpo dei Marines di una componente forze speciali, e’ il risultato di oltre un anno di studi e la diretta conseguenza del meeting tenutosi il 28 ottobre 2005 tra Donald Rumsfeld, il Generale dello U.S. Army ed attuale Comandante dello Special Operations Command Bryan Brown ed il Comandante dello U.S.M.C., il Generale Michael Hagee.

 

Gli uomini del Force Recon saranno inseriti all' interno del Marine Special Operations Command, con il quale lo U.S.M.C. entra ufficialmente a far parte dello S.O.COM.
Gli uomini del Force Recon saranno inseriti all’ interno del Marine Special Operations Command, con il quale lo U.S.M.C. entra ufficialmente a far parte dello S.O.COM.

La nascita del Marine Special Operations Command (MAR.S.O.C.), la cui forza iniziale si attestera’ intorno ai 2600 elementi, costituisce la risposta alla sempre maggiore domanda di elementi per unita’ speciali cui e’ stato incessantamente sottoposto lo Special Operations Command (S.O.COM.) statunitense all’ indomani dell’ 11 settembre 2001. E’ stato infatti calcolato come il numero di uomini operanti sotto lo S.O.COM. continui ad aumentare al ritmo di circa 1000 nuovi elementi ogni anno. Il Vice Ammiraglio Eric Olson, vice comandante dello S.O.COM., puntualizza che “questi 2600 elementi non saranno in grado di soddisfare completamente le necessita’ dello Special Operations Command nei prossimi anni. Sara’ necessario un continuo aumento dell’ organico – continua il vice comandante Olson – che mi auguro sara’ possibile anche grazie all’ apporto del MAR.S.O.C.”. Benche’ gli uomini del nuovo comando si trovano ad agire nello stesso ambito operativo del SE.A.L. della U.S. Navy, lo U.S. Marine Corps e’ in grado di offrire una forza maggiormente ampia ed orientata verso operazioni di fanteria.

 

Il 2nd Force Recon ad Al Anbar (Iraq) nel luglio 2005. Si noti come un operatore (primo da sinistra, prima fila dal basso) brandisca un lanciarazzi RPG catturato al nemico
Il 2nd Force Recon ad Al Anbar (Iraq) nel luglio 2005. Si noti come un operatore (primo da sinistra, prima fila dal basso) brandisca un lanciarazzi RPG catturato al nemico

 

Operatore del Force Recon ripreso nel corso di una sessione addestrativa F.I.B.U.A. / M.O.U.T. (Fighting In Built-Up Areas / Mobile Operations in Urban Terrain). Il milite e' armato di una carabina Colt CAR-4 in 5,56mm, in via di rimpiazzo da parte dello Special Operations Command
Operatore del Force Recon ripreso nel corso di una sessione addestrativa F.I.B.U.A. / M.O.U.T. (Fighting In Built-Up Areas / Mobile Operations in Urban Terrain). Il milite e’ armato di una carabina Colt CAR-4 in 5,56mm, in via di rimpiazzo da parte dello Special Operations Command

L’ inclusione dello U.S.M.C. all’ interno dello S.O.COM. e’ materia di dibattito fin dalla nascita del comando forze speciali statunitensi, quando i vertici dello storico corpo (voluto dal Continental Congress con la risoluzione datata 10 novembre 1775) decisero di mantere il Force Recon all’ interno della struttura di comando dello U.S.M.C. E cosi’ e’ stato fino a quel fatidico 11 settembre 2001 che ha stravolto gli equilibri internazionali. A seguito dei massacri perpetrati da Al Qaeda su suolo statunitense, lo U.S.M.C. ha iniziato a lavorare per l’ integrazione di alcune delle proprie unita’ all’ interno dello Special Operations Command, attraverso la creazione del M.C.S.O.COM. (Marine Corps Special Operations Command) DET.1 (Detachment One), programma pilota costituito da un piccolo distaccamento di Marines altamente specializzati, i quali saranno successivamente dispiegati tra gli insidiosi vicoli delle citta’ irachene. Il DET.1, sotto il comando del Naval Special Warfare Squadron One, sara’ integrato nel MAR.S.O.C. nel 2006, al pari del Force Recon. Per quanto concerne invece i fondi necessari alla preparazione degli operatori, e’ stato in ultimo deliberato come l’ addestramento di base verra’ finanziato direttamente dallo U.S.M.C. mentre per la preparazione specialistica si attingera’ al budget assegnato allo Special Operations Command.

 

24 luglio 2004, Iraq occidentale: lancio addestrativo H.A.H.O. (High Altitude High Opening) da parte di un distaccamento del Force Recon
24 luglio 2004, Iraq occidentale: lancio addestrativo H.A.H.O. (High Altitude High Opening) da parte di un distaccamento del Force Recon

 

Il MAR.S.O.C. verra’ inizialmente comandato dal Generale Dennis Hejlik (che ha ricoperto il ruolo di vice comandante della 1st Marine Expeditionary Force) e, a partire dal 2007 e’ strutturato come segue:

 

MARINE SPECIAL OPERATIONS REGIMENT (Camp Lejeune, North Carolina e Camp Pendleton, California): composto da un Headquarters Element e tre Marine Special Operations Battallion (1st, 2nd e 3rd) aventi compiti propri delle forze speciali quali azioni dirette, ricognizione a fini strategici, controterrorismo e F.I.D. (Foreign Internal Defence). Il ruolo F.I.D. e’ espletato dalla FOREIGN MILITARY TRAINING UNIT (F.M.T.U.). Inizialmente costituita da quattrocento elementi, la F.M.T.U. e’ divenuta operativa nel maggio 2006, nell’ ambito di un programma addestrativo del quale beneficiano i Paesi alleati. Ogni battaglione e’ composto da quattro compagnie, al cui interno si trovano quattro team ciascuno. Le unita’ tattiche del Marine Special Operations Regiment sono composte da circa un centinaio di elementi ciascuna e possono essere supportate dalle varie Marine Expeditionary Unit. Ogni team e’ in grado di operare autonomamente al pari degli Operational Detachment Alpha dei Green Berets, o quale parte integrante di unita’ piu’ ampie. Il nucleo iniziale era costituito dai Marines del Force Recon e del DET.1.

 

Gli uomini dello U.S.M.C. sono unanimemente riconosciuti quali tra i piu' abili tiratori scelti al mondo. Qui vediamo un tiratore del Force Recon impegnato nel corso della fase terrestre dell' operazione IRAQI FREEDOM e munito di quello che sembrerebbe un fucile di precisione Winchester
Gli uomini dello U.S.M.C. sono unanimemente riconosciuti quali tra i piu’ abili tiratori scelti al mondo. Qui vediamo un tiratore del Force Recon impegnato nel corso della fase terrestre dell’ operazione IRAQI FREEDOM e munito di quello che sembrerebbe un fucile di precisione Winchester

 

MARINE SPECIAL OPERATIONS SUPPORT GROUP (Camp Lejeune, North Carolina): anch’ esso forte inizialmente di circa quattrocento uomini, tra i quali si enumerano linguisti, interrogatori, ed unita’ K9.

 

Operatori del 1st Marine Special Operations Battalion rispondono al fuoco nemico in Afghanistan
Operatori del 1st Marine Special Operations Battalion rispondono al fuoco nemico in Afghanistan

 

MARINE SPECIAL OPERATIONS INTELLIGENCE BATTALION (Camp Lejeune, North Carolina): fornisce supporto informativo alle operazioni del MAR.SOC.

 

Operatori del MAR.S.O.C. ripresi nel corso di operazioni nella provincia di Kunar, sul confine nord orientale afghano e a ridosso del Pakistan. Si noti il Marine armato di fucile di precisione Snayperskaya Vintovka Dragunov russo, in cal.7.62x54mm
Operatori del MAR.S.O.C. ripresi nel corso di operazioni nella provincia di Kunar, sul confine nord orientale afghano e a ridosso del Pakistan. Si noti il Marine armato di fucile di precisione Snayperskaya Vintovka Dragunov russo, in cal.7.62x54mm

 

MARINE SPECIAL OPERATIONS SCHOOL (Camp Lejeune, North Carolina): e’ la branca addestrativa del MAR.SOC., che si occupa della selezione, istruzione, valutazione ed aggiornamento del personale.

 

Lancio H.A.L.O. (High Altitude Low Opening) di un operatore presso Camp Lejeune in North Carolina
Lancio H.A.L.O. (High Altitude Low Opening) di un operatore presso Camp Lejeune in North Carolina

 

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