M.Y.K. – Monas Ymourhon Katastpofon

Stemma araldico del Comando Demolizioni Subacquee ellenico

Gli incursori di Marina del M.Y.K. (Monas Ymourhon Katastpofon, ovvero Unità di Demolizione Subacquea), hanno visto la luce nel 1957, grazie all’ assistenza degli Underwater Demolition Teams (U.D.T., oggi SE.A.L.) della U.S. Navy. All’ epoca della sua creazione, l’ unità era costituita da solamente due ufficiali della Marina Ellenica, i quali furono inviati presso la base statunitense di Little Creek (Norfolk, Virginia) ove avrebbero frequentato il corso U.S. Navy U.D.T./R.. Di ritorno in Grecia, i due ufficiali addestrarono una dozzina di uomini, per andare a formare il nucleo originario del M.Y.K..[break][break]

Golfo di Salonicco, 21 luglio 2004: fast roping di una squadra del M.Y.K. a bordo di un’ unità navale ellenica, nel corso di un’ esercitazione a sud di Atene, in preparazione dei Giochi Olimpici del 2004 (foto Reuters International)

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Nel 1959 l’ unità si sarebbe trasferita presso la base di Squaramanga (nella baia di Salamina), continuando i cross-trainings con unità dell’ U.D.T. statunitense. Nel 1970 il M.Y.K. venne riorganizzato. Nel 2003, la sua forza si attestava su circa 120 operatori, riuniti in un nucleo comando, un reparto selezione e addestramento e quattro Ormada Yomourthon Katastpofon (O.Y.K.), ovvero i gruppi di incursori.[break][break]

Operatore armato di fucile d’ assalto Colt CAR-4 cal. 5.56

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Il M.Y.K. è inserito nel Comando Demolizioni Subacquee e formato da quattro O.Y.K.. Gli O.Y.K. (ognuno dei quali ha compiti ed impeghi differenti) constano ciascuno di 25 incursori, suddivisi in cinque squadre da quattro elementi.
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O.Y.K. 1/2: i primi due team rappresentano la vera e propria componente offensiva. Essi sono infatti specializzati nelle incursioni navali contro obiettivi quali vascelli (alla fonda o in movimento), installazioni costiere, piattaforme petrolifere, oltre ad essere attivi nell’ ambito di operazioni di controterrorismo marittimo e raccolta informazioni;
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O.Y.K. 3: delegato alla ricognizione dei punti di sbarco ed alle conseguenti rilevazioni, in preparazione ad un successivo assalto anfibio da parte di ben più consistenti unità regolari;
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O.Y.K. 4: ad esso è riservata la rimozione di ostacoli sottomarini e nelle aree individuate per gli sbarchi anfibi, oltre a ricoprire il ruolo di elemento E.O.D. in ambiente marittimo;
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O.Y.K. 5 (RISERVA): attivabile esclusivamente in caso guerra o grave emergenza, e costituito dai riservisti del M.Y.K. e dal corpo istruttori[break][break][break]
Unità veloce del M.Y.K. ripresa nel corso dell’ esercitazione STORM, tenuta a bordo della fregata Salamina, nel golfo di Salonicco, in vista delle Olimpiadi di Atene 2004

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Il corso base ha una durata di circa sette mesi, ed è articolato in tre fasi principali, le quali culminano in un’ esercitazione finale di cinque giorni, molto simile alla famigerata “Hell Week” del SE.A.L.. Al termine del corso base (e prima di raggiungere le rispettive unità), gli aspiranti sono tenuti a conseguire il brevetto da paracadutista, presso l’ apposita scuola militare. La preparazione dei singoli, sarà successivamente e costantemente affinata.[break][break]

Rilascio in mare di un gruppo di operatori, da parte di un elicottero Chinook
[break][break]Le missioni principali del M.Y.K. della Hellenic Navy sono sostanzialmente quattro:
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– Infiltrazione e sabotaggio di vascelli nemici ed installazioni costiere;
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– Ricognizione, bonifica e designazione di spiagge in preparazione a sbarchi anfibi;
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– E.O.D. in ambiente marittimo;
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– Controterrorismo marittimo
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Operatori armati di fucili d’ assalto Colt CAR-4 cal. 5.56, equipaggiati con lancia granate M203

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Dalla data della propria creazione fino ai nostri giorni, numerose sono state le occasioni che hanno visto il M.Y.K. in attività. Nel corso della Prima Guerra del Golfo del 1991, due O.Y.K. parteciparono alle operazioni di rafforzamento dell’ embargo ai danni dell’ Iraq del dittatore Saddam Hussein, effettuando 217 abbordaggi e perquisizioni di vascelli sospetti. Nel 1996, in occasione dell’ incidente dell’ isola di Imia (quando commandos turchi si introdussero illegalmente su suolo ellenico) l’ unità venne infiltrata su Imia e sulle isole circostanti con compiti di osservazione, in attesa di una soluzione politica alla crisi e del ritiro degli invasori musulmani. Nel corso delle violenze che sconvolsero l’ Albania nel 1997, il M.Y.K. venne incaricato di prendere il controllo del porto di Tirana e porre in essere il salvataggio di civili greci, cinesi e diplomatici arabi, nel corso di un’ operazione N.E.O. (Non-combatant evacuation Operation) che si concluse con un pieno successo.
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26 maggio 2004: esercitazione di controterrorismo navale
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Il 22 giugno 2003, i commandos del M.Y.K. abbordano e pongono sotto sequestro un vascello in navigazione nel mar Ionio, ad ovest delle coste greche. Le autorità elleniche hanno lanciato l’ operazione grazie ad informatrive pervenute dai servizi di sicurezza esteri. Una volta a bordo della nave, gli operatori delle forze speciali della marina graca, vi hanno rinvenuto un carico di 680 tonnellate di esplosivo e circa 140.000 detonatori, del tipo in uso presso le miniere. Il vascello, dal nome di “Baltic Sky”, batteva bandiera delle isole Comoro, benchè di proprietà della compagnia Alpha Shipping, con sede nelle isole Marshalls (Pacifico). Diretto verso il Sudan (nazione spesso utilizzata da Al Qeada quale base di operazioni), aveva a bordo un equipaggio costituito da cinque ucraini (incluso il comandante) e due azeri, tutti trattenuti dalla Guardia Costiera greca per ulteriori indagini. Ad insospettire gli investigatori, il fatto che la nave fosse salpata dall’ Albania il 27 aprile precedente, avesse prelevato il carico di esplosivo in Tunisia e fosse ancora in viaggio verso il Sudan alla data del raid navale. Le bolle di carico, indicavano inoltre a bordo la presenza non di esplosivi, bensì di fertilizzanti.
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In occasione dei Giochi Olimpici di Atene 2004, il M.Y.K. ha condotto numerose esercitazioni, anche al fine di prepararsi ad un eventuale intervento di liberazione ostaggi a bordo delle navi da crociera ormeggiate nel porto del Pireo, che avrebbero ospitato i membri del comitato olimpico.

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Ricognizione costiera effettuata da un distaccamento di incursori

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