Le Forze Speciali e la Guerra Non Ortodossa

 

 

Definizione di “guerra non ortodossa”: è noto con il termine di “guerra non ortodossa”, il complesso delle attività volte al combattimento asimmetrico e non corrispondenti ai canoni della guerra simmetrica. La guerra non ortodossa non ha l’ obiettivo di occupare fisicamente un territorio, bensì quello di essere uno strumento tattico volto a conquistare tanto il cuore e le menti dei civili residenti nell’ area di operazioni, quanto quello di danneggiare le infrastrutture (civili e militari) delle potenze nemiche, tramite l’ ausilio di azioni dirette, sabotaggi o rivolta civile. La guerra non ortodossa non esclude rapimenti, eliminazioni mirate, allestimento e supporto di strutture di resistenza clandestine di combattenti a fini rivoluzionari, contro-insurrezionali o di contro-guerriglia.

 

Definizione di “forze speciali”: le unità normalmente destinate all’ esecuzione della guerra non ortodossa, ricadono sotto la definizione di “forze speciali”. Per forze speciali, si intendono esclusivamente quelle unità militari costituite da elementi altamente selezionati, facenti uso di tecniche di guerra / guerriglia / controterrorismo, in grado di operare in maniera occulta oltre le linee nemiche, in condizioni di parziale o completo isolamento, per un periodo di tempo variabile da pochi giorni ad alcune settimane. Dati i caratteristici ambiti di impiego delle forze speciali, esse possono spesso operare a stretto contatto con i servizi segreti militari, tanto sul campo, quanto in virtù dei necessari scambi informativi pre e post missione.

I compiti principali delle forze speciali sono:

– infiltrazioni in territorio ostile

– azione diretta

– sabotaggi

– missioni di tipo informativo

– missioni di supporto al fuoco aereo / navale / terrestre

– ricognizioni

– supporto a formazioni clandestine di combattenti locali (tale compito è ufficialmente escluso da quelli delle forze speciali italiane)

– controterrorismo

 Per l’ esecuzione dei compiti sopra citati, le forze speciali hanno la possibilità di dotarsi (in piena autonomia) di supporti tecnici normalmente preclusi alle componenti ordinarie delle forze armate.

L’ ordine di impiego e dispiegamento di una squadra di forze speciali è noto con il nome di “attivazione”. Precedentemente ad essa, i membri della squadra saranno sottoposti ad una fase di “isolamento” all’ interno della base, nel corso della quale essi recideranno ogni forma di contatto con il mondo esterno e con i membri dell’ unità non coinvolti nel’ operazione contingente.

 

Studio storiografico: le origini della guerra non ortodossa e delle forze speciali, affondano le proprie radici in secoli di storia, nel corso dei quali le varie tecniche (tanto grezze quanto efficaci per l’ epoca) hanno avuto modo di evolversi per giungere ai livelli attuali, nell’ ottica di un impegno continuo all’ affinamento delle tattiche necessarie alla realizzazione del massimo effetto, tramite il minor dispendio di uomini, mezzi ed energie. Pubblichiamo, a seguire, una breve storia dedicata a questo particolare ambito bellico.

 

– Le unità d’ élite dai Persiani alla Guerra Boera

– Da Gabriele d’ Annunzio a Lawrence d’ Arabia

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