550 A.C. – 1902

Gli Immortali dell' antica Persia: guardia del corpo della famiglia reale ed unità di combattimento scelta

La prima traccia di unità scelte che la storia ricordi, risale all’ Impero Persiano (550-330 a.C.) e più precisamente agli “Immortali”, guardia del corpo della famiglia reale ed unità di combattimento scelta in tempo di guerra. Gli “Immortali” ammontavano a 1000 elementi, e dovevano il proprio nome al fatto che qualunque perdita subita in battaglia venisse immediatamente rimpiazzata, in maniera tale che il loro numero non fosse mai né superiore né inferiore alle 1000 unità. All’ epoca dell’ Impero Romano (280 a.C.- 476 d.C.) la Guardia Pretoriana assolveva invece il compito di protettrice di Roma e guardia personale dell’ imperatore. Il crollo dell’ Impero Romano e l’ inzio del Medio Evo, vide temporaneamente decadere il concetto di “unità d’ élite” in Europa.

 

Basso rilievo in bronzo, raffigurante Gengis Khan, re dei mongoli

Mentre il vecchio continente viveva secoli oscuri, in Mongolia (nella Aimag Hentii), nel gennaio del 1162, nasceva da Esugei “il valoroso”, appartenente al clan dei Borjigin, e da Ho’ elun, giovane principessa della tribù dei Merkit, il piccolo Temujin. Nel 1189, durante la grande assemblea Generale delle tribù, Temujin fu proclamato “khan” (re) dei Mongoli, assumendo il titolo di Gengis Khan, “Sovrano Universale”. Le sue imprese resteranno scolpite nella storia, elevandolo al rango di uno dei più grandi condottieri che il mondo ricordi. Geniale stratega, seppe conquistare l’ impero più vasto del XII secolo. Al di là delle fulminee tecniche di manovra della cavalleria sul campo di battaglia, Gengis Khan resterà famoso per essere divenuto il primo ad aver impiegato in guerra armi biologiche. Nel corso degli assedi, i suoi eserciti erano infatti soliti catapultare oltre le mura delle città cadaveri infetti, al fine di provocare pestilenze. Egli fece inoltre un sapiente uso delle spie e delle tecniche di disinformazione e guerra psicologica. Quando una città nemica era consapevole di esser sul punto di venire cinta d’ assedio dalle armate mongole, Gengis Khan vi faceva infiltrare i propri “agenti segreti”, i quali avevano il compito di diffondere storie raccapriccianti sulla ferocia dei mongoli in battaglia, così da fiaccare il morale nemico e spingerli (nella migliore delle ipotesi) ad una resa incruenta.

 

I temibili Giannizzeri turchi, primo esempio di reparto d' assalto dell' antichità

Sarà a cavallo tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo, che il concetto di reparto scelto per il combattimento tornerà ad emergere in Europa. Fautrice della rinascita di questa tradizione, sarà la Svizzera, con le unità “speciali” del proprio esercito, i Picchieri, munite di lunghe e letali lance denominate picche. Ma i primi a sviluppare il concetto di “unità d’ assalto” furono i turchi, con i temibili Giannizzeri. Costoro erano ex cristiani che, rapiti dalle famiglie nel corso delle devastanti razzie effettuate nei villaggi degli “infedeli”, venivano convertiti all’ Islam più fanatico. Il loro impiego in guerra era molto semplice: aprire una breccia nella prima linea avversaria e consentire il dilagare delle unità regolari. A riprova di quanto i Giannizzeri fossero ritenuti tanto unità scelte, quanto “carne da macello”, sta il fatto che (nel corso degli assalti più cruenti) i soldati posti alle loro spalle fossero muniti di fruste per spronarli a non indietreggiare in nessun caso. Inutile dire come i colpi di frusta, innescassero una vera e propria furia omicida che, unita al fanatismo dei Giannizzeri, ne faceva delle unità in grado di seminare letteralmente il terrore tra le fila avversarie. Molto simile agli “Immortali”, era anche la Guardia Imperiale di Napoleone Bonaparte, la quale venne spesso impiegata in battaglia, in particolar modo tra il 1813 ed il 1815 contro russi e prussiani.

 

Un Roger's Ranger della Guerra dei Sette Anni, rappresentato in una scultura di Roland Laffert

Ma a metà del diciottesimo secolo, negli Stati Uniti d’ America, il concetto di unità d’ élite avrebbe subito una svolta decisiva. E’ il 1756 quando il Maggiore Robert Rogers (originario del New Hampshire) fonda un’ unità denominata Roger’s Rangers, da affiancarsi alle truppe britanniche per combattere i francesi ed i loro alleati indiani, nel corso della Guerra dei Sette Anni. Rogers creò nove compagnie di Rangers, incaricate di effettuare ricognizioni a lungo raggio, sperimentando alcune delle moderne tecniche di pattugliamento oggi in uso. I Rangers del Maggiore Rogers, sono i precursori dei Rangers dello U.S. Army.
Sempre negli Stati Uniti (ma oltre un secolo dopo la Guerra dei Sette Anni), vengono sperimentate alcune efficaci forme di combattimento non convenzionali. Nel corso della Guerra d’ Indipendenza (1775-83), il Generale Francis Marion sperimentò un’ efficace tecnica di guerriglia ad danni dell’ esercito britannico. Nativo del South Carolina e comandante nell’ Esercito Rivoluzionario, quando gli inglesi conquistarono lo Stato nel 1780, Marion si rifugiò nelle paludi della regione (il che gli valse il nome di Swamp Fox, Volpe della Palude), ove allestì una milizia in grado di montare repentine azioni “mordi e fuggi” contro le truppe britanniche. Al termine della Guerra d’ Indipendenza entrò in politica, quale senatore della South Carolina. Tale conflitto dovette indubbiamente essere terreno fertile per la sperimentazione di tecniche di guerra non convenzionale. Nello stesso periodo nasce infatti anche il “Turtle”. Ideato da David Bushnell, si trattava di un battello con scafo di legno a forma ovale (simile al guscio di una tartaruga) e munito di eliche azionate da pedali e manovelle. Nel 1776, il “Turtle” effettuò il primo attacco sottomarino della storia, posizionando una bomba ad orologeria sotto la carenatura di un vascello britannico.

 

Schema di funzionamento del Turtle ideato da Bushnell. Si noti come, tanto l' elica, quanto il timone, fossero azionati a mano

 

In Europa, a inizio 800, l’ americano Robert Fulton propose senza successo il suo “Nautilus” a Francia e Gran Bretagna. Si trattava di un piccolo sommergibile con otto uomini di equipaggio ed in grado di collocare cariche esplosive sulle chiglie delle unità navali. Tanto i francesi, quanto gli inglesi, scartarono il progetto, poichè non degno del codice di condotta navale.

 

Alcuni dei Rangers del Colonnello Mosby

Negli Stati Uniti d’ America, nel corso della Guerra Civile (1861-65), gli Stati Confederati attivarono i Mosby’s Rangers, al comando del Colonnello John Singleton Mosby, che (rispetto ai Rangers di Rogers) ne farà una forza con compiti più prettamente offensivi, quali la distruzione di depositi e tratte ferroviarie utilizzate dagli Stati dell’ Unione. Sempre in questo periodo, assistiamo alla nascita dei primi tiratori scelti da ambo le parti ed all’ impiego (esclusivamente da parte confederata) dei “David”, piccoli sommergibili in legno e naviganti a pelo d’ acqua, in grado di colpire le unità navali nemiche per mezzo di torpedini ad asta. Le tecniche di tiro di precisione faranno nuovamente la propria comparsa tra il 1899 ed il 1902, nel corso del conflitto combattuto in Sud Africa (colonia inglese) tra i coloni Boeri (di origine olandese) e le truppe britanniche. I Boeri erano abili cavalieri ed altrettanto scaltri tiratori e riuscirono ad infliggere numerose vittime tra i militari inglesi.

 

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