G.O.M. Gruppo Operativo Mobile

Stemma del Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria

Il Gruppo Operativo Mobile (G.O.M.) è stato istituito nel 1997 con un provvedimento firmato dall’ allora Capo del Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria, Michele Coiro, ma soltanto due anni dopo (con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 1999, firmato dall’allora Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto), ebbe il suo definitivo riconoscimento. Il G.O.M. nasce per provvedere al servizio di custodia dei detenuti sottoposti al regime differenziato previsto dall’art. 41 Bis, comma 2 dell’ Ordinamento Penitenziario. Tale norma legislativa venne introdotta nel Giugno del 1992, nel cosiddetto “superdecreto antimafia”, come risposta alle stragi mafiose da poco avvenute e che causarono la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e degli agenti delle loro rispettive scorte. Si tratta, in pochissime parole, del carcere duro per i mafiosi. Il suo principale scopo è infatti quello di recidere ogni possibile contatto del detenuto con l’esterno, e quindi, con l’organizzazione criminale di riferimento.



Proprio per far si che ciò avvenisse, venne creato il Gruppo Operativo Mobile, che in realtà raccolse l’ eredita di un altro reparto, lo “S.C.O.P.P.” (Coordinamento delle attività operative di Polizia Penitenziaria) istituito nei primi anni 90, soprattutto per consentire la sicura esecuzione dei processi, e del “Battaglione Mobile” dell’ allora Corpo degli Agenti di Custodia, che operò a cavallo fra gli anni ’70 ed ’80. Giova ricordare come in quegli anni vennero a verificarsi numerosissime evasioni e ben 56 omicidi commessi in carcere fra detenuti. E’ proprio in quel periodo infatti, nel 1996, che venne ucciso l’ Agente di Polizia Penitenziaria Giuseppe Montalto, in servizio nel Carcere di Palermo “Ucciardone”, proprio per non aver voluto cedere alle richieste fatte dai detenuti mafiosi all’ interno del Reparto Detentivo ove prestava servizio.



Il G.O.M. nasce per provvedere al servizio di custodia dei detenuti sottoposti al regime previsto dall’art. 41 Bis

Questi dati possono da soli far comprendere come fosse complicato e difficile garantire la sicurezza all’ interno degli Istituti Penitenziari e di quanto fosse inadeguata l’ organizzazione e l’ organigramma sino ad allora posto in essere dall’ Amministrazione Penitenziaria. Al fine di tutelare e aumentare i livelli di sicurezza, il personale del G.O.M. non è stanziale nella sede dove presta servizio e ruota con cadenza quadrimestrale nei Reparti Operativi dislocati all’ interno dei diversi Istituti Penitenziari dislocati sul territorio. I compiti affidati al Gruppo Operativo Mobile sono attualmente disciplinati dal Decreto Ministeriale del 4 Giugno del 2007, che gli ha attribuito la qualifica di unità di livello dirigenziale non generale.



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Il G.O.M. in particolare cura le traduzioni ed i piantonamenti esterni dei detenuti ed internati ad altissimo indice di pericolosità e con particolare posizione processuale che possono essere effettuati (per motivi di sicurezza e riservatezza), con modalità operative anche in deroga alle vigenti disposizioni amministrative in materia. Il reparto provvede anche ad effettuare il servizio di custodia dei detenuti sottoposti al regime differenziato previsto dall’art. 41 BIS comma 2 legge 26 Luglio 1975 n.354, nonché dei detenuti che collaborano con la giustizia e ritenuti dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento di maggiore esposizione a rischio. Il Capo del Dipartimento dispone inoltre l’ impiego del personale del G.O.M. per ogni altro caso, determinato dall’ esigenza di fronteggiare gravi situazioni gestionali in ambito penitenziario.


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