G.I.S. Gruppo d’ Intervento Speciale – Armi e Mezzi

L' arresto di un sospetto nel corso di un' esercitazione. Si noti il puntatore laser applicato alla pistola mitragliatrice H&K MP5 e l' impiego delle maschere antigas sotto il casco balistico

Per quanto riguarda l’equipaggiamento utilizzato dal G.I.S. esso spazia dai sistemi d’arma più comuni (quale ad esempio il fucile d’assalto Beretta SC 70/90 od il russo AK 47) fino ad armi più prettamante da “specialisti”, come quelle della famiglia Heckler&Koch (la pistola mitragliatrice MP5 in 9mm, nelle sue differenti versioni, è sicuramente la più utilizzata dalle unità antiterrorismo di tutto il mondo per l’elevata precisione e potenza che la contraddistingue). Senza ombra di dubbio, l’ impiego delle pistole mitragliatrici e’ favorito dalla tipologia tipica d’ intervento del G.I.S., che lo vede prettamente operare in spazi ristretti, ove l’ uso di armi lunghe andrebbe a scapito della velocita’ di movimento e risposta dell’ operatore. Le prime pistole mitragliatrici in dotazione al reparto furono le Beretta PM12, ideate per il Team Torre del Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare ed in seguito estese a tutti i corpi di polizia dello Stato. La PM12 era munita di caricatori da venti o trenta colpi e poteva essere equipaggiata con torce, puntatori laser e silenziatori (per mezzo di un adattatore applicato alla canna dell’ arma). L’ aspetto piu’ apprezzato della PM12 era la sua stabilita’ in fase di sparo a raffica (550 colpi al minuto) e la facilita’ con la quale essa poteva essere nascosta sotto un giubotto od un impermeabile, nel corso dei servizi di protezione ravvicinata e le operazioni sotto copertura. La PM12 avrebbe successivamente lasiato il posto alla serie MP5 della H&K, in tutte le sue molteplici varianti. Ad una elevata stabilita’ nel tiro a raffica, andava ora ad aggiungersi la facilita’ con la quale puntatori, apparati per la visione notturna e torce potevano essere applicati al sistema d’ arma. I modelli di MP5 maggiormente in uso dal G.I.S. risultano essere i seguenti:


Febbraio 1989, Roma: una vecchia immagine mostra l' impiego delle pistole mitragliatrici Beretta PM12, oggi sostituite dalla serie MP5 della tedesca Heckler & Koch (Foto © Vittoriano Rastelli/Corbis)



Operatore del G.I.S. in assetto controterrorismo

MP5 A5: versione standard dell’ MP5, munita di calcio telescopico e di caricatore da 30 colpi. Ha un raggio effettivo di 200 metri. Interessante notare come, nel corso del dispiegamento in Iraq nell’ ambito di “ANTICA BABILONIA”, alle MP5 sia stato applicato il lancia granate M203, onde far fronte alla necessita’ di disporre di un maggior volume di fuoco dinnanzi a terroristi spesso armati di R.P.G. (Rocket Propelled Grenades), mitragliatrici e mortai;
MP5 SD3: versione della MP5 con silenziatore integrato. Il rumore causato dall’ otturatore in movimento risulta essere piu’ forte di quello prodotto dal colpo in uscita;

MP5K: versione corta della MP5, ideata per incarichi di protezione ravvicinata ed operazioni sotto copertura. L’ arma puo’ essere montata all’ interno di una valigetta, dalla quale l’ operatore puo’ fare fuoco.

A partire dal 2003, il G.I.S. ha inoltre adottato le HK-51, versione in 5.56x45mm delle MP5, trasformando effettivamente l’ arma in una carabina. Tra i fucili d’ assalto maggiormente in uso troviamo l’ H&K G36 e G53. Il G36 e’ operato da un meccanismo a recupero di gas, ed e’ munito di calcio telescopico e caricatori da 30 colpi. La peculiarita’ del G36 sta nell’ ottica 1.5X integrata con l’ arma e puo’ essere equipaggiato con visori nottruni. Il G53 e’ operato da un meccanismo a rinculo e puo’ essere munito di caricatori da 25 o 30 colpi. Il mirino posteriore puo’ essere regolato ed il fucile munito di ottiche che ne aumentino il raggio d’ azione. Nell’ armeria del G.I.S. e’ presente anche il fucile d’ assalto Steyr AUG, il quale (in seguito all’ impossibilità di impiego in climi desertici) e’ oggi utilizzato solo in ambiente urbano o montano. Munito di caricatori da 34 o 42 colpi, lo Steyr e’ equipaggiato con un’ ottica integrata. Cambiando il calcio, l’ arma puo’ essere convertita in una carabina corta.


Operatore munito di fucile di precisione H&K PSG-1. Si noti il tripede sul quale e’ adagiata l’ arma


Come ogni unita’ di forze speciali, anche il G.I.S. pone meticolosa attenzione nella selezione di fucili di precisione in grado di fornire affidabilita’ e potenza di fuoco. L’ unita’ risulta impiegare principalmente i seguenti sitemi d’ arma:


Accuracy International AWP ed AWS: dotato di caricatore da 10 colpi, l’ AWP ha un raggio effettivo di 1000 metri ed e’ dotato di bipede e calcio regolabile. Camerato per il cal. 7,62mm, il sistema d’ arma e’ munito di ottica Schmidt-Bender 3-12×50. L’ AWS e’ la versione con silenziatore integrato dell’ AWP;

Heckler & Koch PSG-1: munito di caricatore da 5 o 20 colpi, adotta anch’ esso il cal. 7,62mm. Il PSG-1 ed e’ efficace fino a 600 metri, grazie all’ ottica Hensoldt-Wetzler da 6×42;

Sako TRG-42: in cal. 338 Lapua Magnum, il TR-G42 fa uso di caricatori da 5 colpi. E’ munito di bipede e calcio regolabile.


Un fucile di precisione Mauser al quale è stato applicato il sistema per la sincronizzazione dei tiri Centerfire (foto G.I.S.)


Oltre ai fucili di precisione sopra riportati, il G.I.S. fa inoltre uso del Mauser SP86 e del Barret M-82 A1 in 12,7X99mm, impiegato in azioni di cecchinaggio “pesante”. Ufficialmente, il Barret e’ efficace fino a 1800 metri grazie all’ ottica 10x, anche se sembra che tale dato sottovaluti le capacita’ effettive dell’ arma. In Afghanistan un tiratore scelto dei Green Berets statunitensi, risulta infatti aver abbattuto un terrorista a ben 2400 metri di distanza. Interessante, nell’ ambito del tiro di precisione, l’ impiego del sistema Centerfire, il quale consente di sincronizzare il tiro di piu’ fucili per mezzo di un’ apposita centralina. Per ciò che riguarda i fucili a pompa, l’ unita’ fa uso dei Benelli M3 ed M4, i quali possono impiegare tanto il munizionamento convenzionale, quanto palle frangibili per l’ abbattimento di porte, proiettili di gomma non letali e lacrimogeni. Il Franchi SPAS, secondo informazioni ricevute da Corpi d’ élite.net nell’ ottobre 2003, non sarebbe piu’ impiegato. Esso è infatti affetto da un problema di bilanciamento del peso (le parti posteriori sono in plastica) che lo rende poco affidabile in fase di sparo.


Addestramento al C.Q.B. con pistole mitragliatrici H&K MP5. Degno di nota il sistema di cui e' munito l' operatore di punta, il quale consente di vedere oltre gli angoli, trasmettendo le immagini su piccoli schermi applicati sulle spalle degli altri operatori. Ogni membro della squadra puo' quindi essere a conoscenza in tempo reale di cosa accade dietro l' angolo, usufruendo dello schermo sulle spalle del collega che lo precede

Compagna inseparabile di ogni operatore è la pistola Beretta 92 FS in 9mm, munita di caricatori da 15 o venti colpi, anche se possono esser impiegate anche le Glock 17 (anch’ essa in cal. 9mm) e 23 (in cal.40 S&W con proiettile da 10mm). Si noti ad ogni modo, come una trattazione esauriente dei sistemi d’ arma impiegati dal reparto, sia decisamente velleitaria, causa il veloce ricambio di essi dovuto ad esigenze operative in continuo mutamento ed alla costante implementazione tecnologica cui sono soggette le armi attualmente sul mercato.


Operatori del Gruppo d' Intervento Speciale, muniti di equipaggiamento per le operazioni di controterrorismo. Il militare in primo piano è armato di fucile d' assalto Steyr AUG, mentre alle sue spalle è possibile notare una pistola mitragliatrice H&K MP5 equipaggiata con sistema di puntamento olografico

Tutti gli operatori frequentano inoltre corsi di storia dell’ideologia terroristica, archiviando e studiando la risoluzione di crisi da parte delle unità di forze speciali di tutto il mondo. Molta enfasi è ovviamente posta sulle abilità di tiro. Ogni operatore esplode circa 10.000 colpi all’ anno, principalmente in modalità singola, onde non sacrificare la precisione di tiro. L’ addestramento ha luogo su tutto il teritorio italiano e, ove possibile, esso avviene in luoghi ove il reparto potrebbe essere chiamato ad intervenire.


Il fucile di precisione Barret M-82 A1 in 12,7X99 mm è prodotto dalla ditta statunitense Barret Firearms di Murfreesboro , in Tennesee . Il fucile , semi automatico , è dotato di caricatori da 10 colpi ed ottica di precisione con ingrandimento 10X al fine di consentire l' ingaggio di bersagli posti fino a 1800 metri di distanza

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