COM.SUB.IN. Comando Subacquei e Incursori – Attività Operative

Operatori del G.O.I.

Marzo – Maggio 1978 : il 16 marzo 1978 , in via Fani ( Roma ) , un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse rapisce l’ Onorevole Aldo Moro , presidente della Democrazia Cristiana , assassinando barbaramente i cinque agenti della scorta . Il 9 maggio dello stesso anno , all’ interno di un veicolo posteggiato nel centro della Capitale , viene ritrovato il corpo dell’ Onorevole . Nei 55 giorni intercorsi fra il rapimento e l’ assassinio , viene attivato presso il ” Teseo Tesei ” il Team Torre , preposto ad una eventuale azione di liberazione dell’ ostaggio . Da segnalarsi , in tale ambito , una operazione di salvataggio lanciata lungo il litorale laziale , ove si riteneva fosse nascosto il parlamentare , nonchè il gesto generoso e commovente di un ufficiale medico del G.O.I. , il quale , pur di restituire l’ Onorevole Moro all’ affetto dei propri cari , si offrì spontaneamente per fare da scudo a questo , con il proprio corpo , qualora la situazione fosse precipitata . Operativi , nello stesso lasso di tempo , distaccamenti dello Special Air Service britannico dislocati nel nord dell’ Italia onde fornire supporto alle indagini .

 

1982 – 1984 , Libano : primo dispiegamento operativo ufficiale del Teseo Tesei all’ estero al seguito della missione del contingente multinazionale in Libano dall’ estate 1982 ai primi mesi del 1984 .

 

1984 : operatori imbarcati sulla Pietro Cavezzale partecipano alle operazioni di sminamento nel Mar Rosso , ove un mercantile battente probabilmente bandiera libica aveva disseminato le acque di pericolosi ordigni esplosivi mettendo a repentaglio una delle maggiori rotte commerciali del medioriente .

 

Uomini del Gruppo Operativo Incursori in addestramento

Ottobre 1985 , Mar Mediterraneo : il 7 ottobre 1985 , un commando terroristico palestinese pone in essere il dirottamento della motonave ” ACHILLE LAURO ” . Nella base della Royal Air Force britannica di Akrotiri ( Cipro ) , commandos della Delta Force statunitense ed operatori del Col Moschin unitamente ad i colleghi del COM.SUB.IN. , vengono riuniti onde lanciare una operazione congiunta volta alla riacquisizione del vascello dirottato . Gli uomini del Teseo Tesei , imbarcati sull’ incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto , si trovarono ad esser i maggiormente vicini all’ obiettivo , quando i dirottatori optarono per la resa in acque territoriali egiziane .

 

1987 : il COM.SUB.IN. svolge attività di sorveglianza nel Golfo Persico , sovente con l’ ausilio di elicotteri da trasporto leggeri , onde contrastare le azioni suicide dei pasdaran iraniani ai danni delle imbarcazioni mercantili .

 

1991 : con lo scoppio del conflitto nei Balcani , arrivano le operazioni volte a far rispettare l’ embargo sulle forniture belliche imposto alle parti in guerra , operazioni condotte tramite la perquisizione dei vascelli sospetti avvicinati via mare o dall’ aria ( calando gli incursori dagli elicotteri sul ponte delle navi tramite ” fast roping ” ) .

 

Team del G.O.I. durante il dispiegamento in Somalia del 1992 - 1993

 

Dicembre 1992 – 1993 , Somalia , operazione “RESTORE HOPE” : di stanza presso il Porto Vecchio di Mogadiscio , gli uomini del COM.SUB.IN. prendono parte ad operazioni di rastrellamento tanto lungo la costa quanto in profondità al fine di porre sotto sequestro ingenti quantitativi di armi in possesso dei miliziani dell’Alleanza Nazionale Somala del generale Aidid : diverse sarebbero le operazioni di pattugliamento notturno svolte in acque somale al fine di interdire i traffici di armi per mezzo di piccole imbarcazioni . Non confermata resta la collaborazione fra gli Incursori di Marina ed i SE.A.L.s della U.S. NAVY .

 

Somalia, 1992 - 1993: Incursore ripreso nel corso di un pattugliamento fra le strade di Mogadiscio. L' operatore e' armato di fucile d' assalto Heckler&Koch G3, al quale e' stato applicato un tromboncino lanciagranate prodotto dalla stessa H&K

 

Maggio 1994, Ruanda, operazione “IPPOCAMPO”: operazione N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) condotta congiuntamente agli operatori del 9° rgt. Col Moschin (allora Batttaglione). Giunti preso l’ aeroporto di Kigali a bordo di Hercules C-130, gli operatori reperiscono in loco i mezzi di trasporto necessari, impiegando jeep e pick-up abbandonati dai civili in fuga. Dopo aver revisionato i mezzi ed averli privati delle portiere (le quali non forniscono alcuna protezione balistica, rendono il mezzo più pesante ed impediscono una fuoriuscita rapida dallo stesso) gli incursori del COM.SUB.IN. e del Col Moschin penetrano per diversi chilometri in territorio ostile salvando religiosi e cittadini europei dalle violenze dei clan Hutu e Tutzi tra loro in lotta.

 

Operatori del G.O.I. ripresi poco prima di effettuare una missione Combat S.A.R. (Search And Rescue) nel 1995, probabilmente nei Balcani

 

Marzo 1997 – 2000 , Albania , operazione “ALBA” : operatori presenti a Valona unitamente alle truppe da sbarco del Reggimento San Marco nelle fasi iniziali della delicata operazione volta al ripristino della stabilità in terra d’ Albania . Nello stesso ambito , il Gruppo Operativo Subacquei pone in essere le operazioni di bonifica del porticciolo dell’ isola di Saseno , i cui fondali si trovano ad esser disseminati da numerosi residuati bellici del Secondo Conflitto Mondiale . Nel corso di tale rischiosa attività perde la vita il Sottotenente di Vascello Lorenzo Lazzereschi distaccato presso il G.O.S.

 

Marzo – Giugno 1999 , ex Iugoslavia , operazione “ALLIED FORCE” : massimo stato di allerta presso il Varignano in occasione della partecipazione italiana all’ operazione ” Allied Force ” nei Balcani , anche se in codesto ambito non è ufficialmente noto il coinvolgimento degli incursori di Marina in alcuna operazione .

 

Elisbarco di due brick del G.O.I.

 

Settembre 1999 , Timor Est : operatori presenti in zona operazioni ed imbarcati sulla nave San Giusto .

 

20 – 22 luglio 2001 , Genova , vertice G8 : distaccamenti del G.O.I. e squadre SE.A.L.s della U.S. NAVY impegnati in attività di sorveglianza antisabotaggio all’ interno del porto del capoluogo ligure al fine di prevenire eventuali atti lesivi nei confronti dei due vascelli adibiti ad alloggio delle delegazioni straniere . In tale ambito è da segnalarsi un presunto intervento degli incursori all’ interno di una vicina installazione portuale : tale episodio non ha comunque mai trovato conferma ufficiale .

 

18 ottobre 2001 / … , operazione ” ENDURING FREEDOM ” : domenica 18 ottobre 2001 unità militari aero-navali italiane salpano dal porto di Taranto . Presenti , sulle unità navali , distaccamenti del Teseo Tesei i quali potrebbero vedersi impiegati , unitamente agli uomini del Reggimento San Marco , in eventuali operazioni di pattugliamento costiero e controllo natanti , facendo uso degli elicotteri SH-3D Sea Knight in dotazione alla Marina Militare .

 

Incursori effettuano una discesa in corda doppia

28 maggio 2002 , Pratica di Mare ( Roma ) , vertice N.A.T.O. – RUSSIA : in occasione della storica firma del trattato di Roma , che sancisce ufficialmente l’ entrata della Russia nella N.A.T.O. ( North Atlantic Treaty Organization ) , eccezionali misure di sicurezza vengono adottate a difesa della base militare di Pratica di Mare , luogo adibito ad ospitare il summit . A garantire la sicurezza dei cieli è stato predisposto un Gruppo Campale di Comando e Controllo ( G.C.C.C. ) dell’ Aeronautica Militare , al quale un aereo radar Awacs ha costantemente inviato i dati dello spazio aereo sovrastante in tempo reale . In caso di minaccia aerea , le informazioni sarebbero state inviate al Comando Operativo Forze Aeree di Poggio Renatico ( Ferrara ) per poi rimbalzare alla situation room allestita a Pratica di Mare all’ interno della quale un team di sette persone , guidato dal Capo di stato maggiore dell’ Aeronautica Sandro Ferracuti , avrebbe ordinato l’ eventuale abbattimento tramite la squadra aerea costituita da due coppie di Tornado ed F-104 . In caso di minaccia da parte di un apparecchio sensibilmente più piccolo o di un ultra leggero , l’ intervento sarebbe spettato rispettivamente agli MB 339 o agli elicotteri armati HH3F . Quale ultima difesa sono state disposte batterie di missili Spada , Aspide e Hawk , nonchè l’ intervento missilistico grazie alle unità della Marina presenti entro 15 miglia dalla costa laziale . Queste ultime sono state impiegate quale piattaforma operativa dal G.O.I. del COM.SUB.IN. , il quale sembra aver dispiegato per l’ occasione la propria flottiglia di mezzi subacquei speciali onde contrastare le attività di gruppi di sabotatori provenienti dal mare ( eventualità paventata nei giorni precedenti al summit dalla stessa F.B.I. ) . I team di ispezione del Reggimento San Marco erano inoltre presenti sulle unità navali al fine di effettuare eventuali abbordaggi ed investigazioni di vascelli sospetti . Data la distanza tra il litorale e la base , risulta probabile che ulteriori distaccamenti di forze speciali siano stati dispiegati sulla terra ferma unitamente ai reparti territoriali delle forze dell’ ordine a cavallo ed appiedati . In caso poi di pericolo imminente per le venti delegazioni straniere , sono stati predisposti piani di evacuazione aerea tramite apparecchi ad ala rotante in assetto S.A.R. ( Search And Rescue ) , mentre la sicurezza nel sottosuolo è stata assicurata da squadre presenti nel complesso fognario sottostante l’ obiettivo ( non escludiamo che la Francia abbia contribuito tramite lo SNIO , un corpo di circa 15 uomini in grado di operare in tali ambienti ) . Copertura assicurata anche in caso di attacco chimico o batteriologico grazie agli operatori N.B.C. dell’ Esercito Italiano e qualora fossero stati rinvenuti ordigni convenzionali per mezzo di nuclei E.O.D. . Per ciò che concerne la protezione ravvicinata delle personalità presenti , G.I.S. e N.O.C.S. hanno operato probabilmente a stretto contatto con i reparti stranieri distaccati a seguito delle delegazioni . Almeno a giudicare dalle immagini diffuse dai media nazionali , sembrerebbe inoltre che uomini dei sopra citati reparti fossero presenti a bordo delle auto del corteo presidenziale di George W. Bush in veste di ” counter attack teams ” misti in tandem con gli agenti dello United States Secret Service ( U.S.S.S. ) armati di lancia missili spalleggiabili terra-aria Stinger . Notevoli anche le misure di sicurezza nella Capitale e sui 30 chilometri di arterie stradali che separano questa da Pratica di Mare : la corsia centrale della Cristoforo Colombo è stata per l’ occasione riservata ai mezzi diretti verso la base , mentre numerosi sono stati i posti di blocco istituiti dalle forze dell’ ordine . Un totale di 15.000 uomini ha assicurato che il primo importante vertice del nuovo millennio si svolgesse in assoluta sicurezza fornendo uno splendido esempio di professionalità e senso del dovere .

 

Ottobre 2002 , Porto Venere ( Liguria ) : gli operatori del COM.SUB.IN. mettono a disposizione le proprie capacità di sommozzatori nell’ ambito delle operazioni volte a soccorrere una grossa balenottera da alcuni giorni presente nel golfo di Porto Venere . Il cetaceo sembra aver perduto il senso dell’ orientamento ed essere erroneamente entrato nelle basse acque del golfo . Dopo numerosi ed infruttuosi tentativi di condurre l’ animale in alto mare , la straordinaria creatura prende finalmente il largo nella notte tra il due ed il tre dello stesso mese dopo una permanenza in area di alcuni giorni.

 

Operatore del G.O.I. in Iraq. Il milite è armato di fucile d' assalto Colt CAR M4, munito del kit modulare S.O.P.MOD. (Special Operation Peculiar Modification)

5 Giugno 2003 – 20 Dicembre 2006, Iraq, operazione “ANTICA BABILONIA”: giovedì 5 giugno 2003, Bari ha salutato la partenza della nave da sbarco anfibio SAN GIUSTO e l’ inizio dell’ operazione “ANTICA BABILONIA”, in Iraq. Imbarcati, i Fucilieri di Marina del Reggimento “San Marco” ed il personale G.O.I./ G.O.S. del COM.SUB.IN. Scopo dell’ operazione, che impegnerà circa tremila uomini provenienti dalle quattro armi delle nostre forze armate, sarà quello di “concorrere, con gli altri Paesi della coalizione, a garantire le condizioni di sicurezza e stabilità necessarie a consentire l’afflusso e la distribuzione degli aiuti umanitari e contribuire, con capacità specifiche, alla condotta delle attività di intervento più urgenti per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali” (fonte www.esercito.difesa.it).

 

 

Nel dettaglio:
-creazione e mantenimento di un ambiente sicuro;
-concorso all’ordine pubblico e polizia militare;
-supporto alle attività di sminamento;
-rilevazioni biologiche e chimiche;
-assistenza sanitaria;
-gestione aeroportuale;
-supporto alle attività di ricostruzione;
-ripristino di infrastrutture pubbliche essenziali
ESERCITO (circa 1.700 effettivi )
– Comando Brigata “Garibaldi”
– 18° Reggimento Bersaglieri (67° battaglione)
– Squadrone 19° Reggimento Cavalleria “Guide”
– Compagnia del Regg. Lagunari “Serenissima”
– 1/2 Distaccamenti 9° Reggimento Incursori Paracadutisti “Col Moschin”
– Compagnia NBC 7° Reggimento “Cremona”
– Compagnia Genio (21° Regg. Genio Guastatori)
– Compagnia Trasmissioni (7° Regg. )
– Gruppo Supporto di Aderenza (6° Regg. Trasporti)
– Nuclei Bonifica Ordigni Esplosivi (21° Regg. Genio)
– Cellula Intelligence
– Compagnia CIMIC (Cooperazione Civile Militare)
MARINA (circa 500 effettivi)
– Nave trasporto “San Giusto”
– Pattugliatore Cigala Fulgosi (in rientro in Patria)
– Cacciamine “Viareggio” e “Chioggia”
– 3 elicotteri SH-3D
– una compagnia fucilieri Reggimento “San Marco”
– distaccamenti G.O.I./G.O.S. del COM.SUB.IN.
AERONAUTICA (circa 200 effettivi)
– Reparto Mobile di Supporto
– Reparto Genio Aeronautico
– 6° Reparto Manutenzione Elicotteri
– 3 elicotteri HH-3F deo 15° Stormo
– Cargo C-130J della 46A Brigata Aerea
CARABINIERI (circa 400 effettivi )
– Unità MSU (Multinational Specialized Unit) della 2a Brigata Mobile
– Compagnia Polizia Militare

 

Distaccamenti in attesa di entrare in azione sul territorio iracheno. Si notino le diverse combinazioni di buffetteria adottate

 

Il G.O.I. opera dai primi giorni del dispiegamento in Iraq, all’ interno della Task Force VICTOR. La Task Force è suddivisa in un gruppo Special Force (azione diretta, esecuzione di arresti, liberazione di ostaggi), Protezione V.I.P. e Long Range Reconnaissance per la raccolta informazioni ed i pattugliamenti in profondità. Gli operatori che ne fanno parte, conducono attività addestrative ed operative di vario genere (in particolar modo nel corso delle ore notturne, onde sfruttare il vantaggio tattico offerto dall’ uso degli intensificatori di luminosità), come nel caso dell’ intervento a presidio dei ponti di Nassiriyah sull’ Eufrate, occorso nella prima metà dell’ agosto 2004.

 

Operatore del G.O.I. ripreso nel deserto iracheno ed armato di fucile d' assalto Colt CAR M4, munito di kit modulare S.O.P.MOD. (Special Operation Peculiar Modification)

 

Domenica 11 aprile 2004, elementi del Col Moschin e del Gruppo Operativo Incursori, pongono in essere la liberazione di Gary Teeley, cittadino britannico rapito dalle milizie terroriste del leader sciita Moqtada al-Sadr il il 5 aprile precedente.

 

Nassiriyah, Iraq, operazione ANTICA BABILONIA: un membro del G.O.I. vigila sul passaggio di consegne tra Barbara Contini e Sabri Hamid Al Rumayad, nuovo Governatore di Nassiriyah (foto &copy Laruffa/LaPresse)

 

Novembre 2004, Costa d’ Avorio: mercoledì 10 novembre 2004, dall’ aeroporto militare di Pisa «Dall’Oro», gli incursori del Col Moschin e del COM.SUB.I.N. decollano a bordo del primo C130J dell’ Aeronautica Militare predisposto dal Ministero degli Esteri, onde evacuare i nostri connazionali in Costa d’ Avorio. Il velivolo (della storica 46ª Brigata Aerea, con all’ attivo centinaia di missioni dal 1964 ai giorni nostri) atterrerà presso l’ aeroporto di Abidjan, dove resterà in stand-by, in attesa che gli incursori effettuino l’ evacuazione dei cittadini italiani, dal Paese sconvolto dalla guerra civile. L’ apparecchio si muoverà successivamente alla volta di Accra (ad un’ ora di volo e dove la situazione risulta essere sotto controllo), dove i civili saranno imbarcati a bordo di velivoli commerciali diretti verso l’ Italia. Con i cittadini italiani vi saranno anche diversi stranieri, i cui governi si sono rivolti al Ministero degli Esteri italiano, per l’ evacuazione. Una nuova attestazione di stima verso gli uomini delle nostre forze per operazioni speciali, i quali erano già stati attivati per una operazione N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) nel maggio 1994 in Ruanda, ponendo in salvo numerosi civili europei. In Costa d’ Avorio risiedono 550 italiani, 290 dei quali nella capitale Abidjan.

 

Altri dispiegamenti operativi del GOI includono la partecipazione all’ operazione “Leonte” in Libano nel 2006 e, attualmente, le operazioni anti pirateria nell’ Oceano Indiano.

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