COM.SUB.IN. Comando Subacquei e Incursori – Ambito Operativo

Operatori armati di fucile d' assalto M-4 equipaggiato con lanciagranate M-203 da 40mm. (foto COM.SUB.IN.)

Gli operatori vengono naturalmente addestrati ad operazioni navali , anche se oramai sempre più spazio viene conferito alle esercitazioni inerenti la presa di obiettivi non propriamente marini quali la liberazione di aeromobili od il salvataggio di ostaggi (durante il rapimento Moro il COM.SUB.IN. predispose dei piani per la liberazione del parlamentere poi barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse) . Il ” Teseo Tesei ” è in grado di rispondere con un minimo preavviso a situazioni di emergenza che richiedano l’evacuazione di personale civile da ” località calde ” (operazioni N.E.O. , Non-combatant Evacuation Operation) come quella compiuta in Ruanda nel maggio 1994 in stretta sinergia con gli Incursori Paracadutisti del 9°rgt Col Moschin. Similarmente a quest’ ultimi, gli operatori del G.O.I. vengono addestrati al fine di porre in essere, tra gli altri compiti, Direct Actions (Azioni Dirette , volte alla distruzione di obiettivi nemici ), operazioni HUM.INT. (Human Intelligence, riguardanti l’ acquisizione di informazioni in merito ad obiettivi, consistenza ed armamento delle forze nemiche , rilevazioni orografiche ed idrografiche, tramite l’ ausilio di distaccamanti ridotti di Incursori infiltrati oltre le linee nemiche). Notevoli, inoltre, le possibilità d’ impiego del reparto al fine di dirigere il tiro aero-navale o di artiglieria su obiettivi nemici.


Piu’ generalmente, possiamo comunque affermare come il G.O.I. assolva a quattro compiti principali:

– Attacchi ad unità navali e mercantili in porto o alla fonda;

– Attacchi ad installazioni portuali e/o costiere ed infrastrutture civili e militari entro la fascia di 40 Km dalla costa;

– Operazioni di controterrorismo navale e liberazioni ostaggi;

– Long Range Reconnaissance (LRR), ovvero ricognizione a lungo raggio in territorio ostile per missioni quali la raccolta informazioni, le rilevazioni idrografiche in preparazione dello sbarco di una forza anfibia e la guida terminale di munizionamento aereo o navale;

– Evacuazione di civili da aree di crisi

 

Incursore munito dell’ autorespiratore ARO a circolo di ossigeno chiuso


L’ ambito operativo del GOI non è comunque ristretto a quanto sopra enumerato. Negli ultimi anni, in seguito ai dispiegamenti in Afghanistan ed Iraq, si sono andate ad aggiungere le azioni dirette contro cellule terroristiche o singoli elementi. Per azione diretta si intende qualsiasi azione di durata limitata nel tempo e volta alla cattura, distruzione o recupero di personale o materiale designato. Alle azioni dirette possono spesso fare seguito attività di S.S.E. (Sensitive Site Exploitation), nel corso delle quali si ricercano informazioni utili a livello strategico, attraverso la confisca di documenti cartacei e materiale multimediale.

 

Piú di una volta, anche in tempi recenti, il GOI è stato attivato per prestare soccorso alle popolazioni civili sul territorio italiano. Prima nel 1952 nel Polesine, e successivamente nel 1966 in Toscana, gli Incursori prendono parte alle operazioni di soccorso a seguito di violente alluvioni. Nel 1972, 1977 e 1980, il reparto interviene rispettivamente ad Ancona, in Friuli ed in Irpinia, per soccorrere le popolazioni terremotate. Nel 1984 il GOI viene inviato sulle pendici del vulcano Etna, per deviare con gli esplosivi il flusso di lava che minaccia il paese di Zafferana Etnea. L’ operazione riesce e la cittadina è salvata dalla distruzione.

 

Nel Maggio del 2009, armati di 50 chili di esplosivo gelatinato, gli Incursori abbattono i sette piani del cosidetto “scheletrone”, un palazzo costruito abusivamente sull’ isola di Palmaria (La Spezia). Nel Gennaio 2010, gli Incursori ed i loro mezzi navali sono stati inviati a Roma, per effettuare operazioni di salvataggio in caso di straripamento del fiume Tevere.

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