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Delta Force in azione in Siria ed Iraq

Delta Force in azione in Siria ed Iraq

Operatori della Delta Force in Afghanistan (Foto Dalton Fury)

A partire dal Febbraio 2016, distaccamenti operativi del 1st Special Forces Detachment Delta sono stati progressivamente impiegati in Siria ed Iraq, a supporto delle operazioni delle forze peshmerga ed irachene contro l’Islamic State (IS). Secondo quanto dichiarato dal Pentagono, la missione della Delta Force sarebbe quella di individuare, catturare od eliminare figure chiave dell’organizzazione terroristica. Le attivita’ avrebbero avuto inizio dopo mesi di preparazione volti all’allestimento di nascondigli e basi operative avanzate, e la creazione di un network di informatori locali. Il modus operandi e’ quello tipico che si riscontra nel corso di questo tipo di operazioni. Al termine di ogni direct action contro un obiettivo, i membri del reparto (od il personale dell’intelligence ad esso accorpato) efettuano una Sensitive Site Exploitation (SSE), volta a prelevare quante piu’ informazioni possibili dalle basi. Queste vengono poi analizzate dalla cellula intelligence dell’Expeditionary Targeting Force (una forza dell’entita’ numerica di circa 200 elementi). Dalle informazioni analizzate, l’ETF prepara la lista dei bersagli successivi, in una serie di operazioni concatenate, come quella effettuata proprio nel Febbraio 2016 per catturare un esperto di armi chimiche dell’IS.

Gli uomini della Delta Force hanno comunque incrociato le armi con i terroristi dell’IS, ben prima del 2016. Il 4 Luglio 2014, due dozzine di operatori dell’unita’ sono infatti stati inseriti a Raqqa (Siria) per tentare di liberare il giornalista James Foley ed altri ostaggi statunitensi. Gli operatori erano accompagnati da personale dell’ Intelligence Support Activity (ISA) della CIA, e supportati dagli apparecchi del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR) e da droni. Secondo testimoni oculari, dopo aver distrutto armi antiaeree, i militari avrebbero dato l’assalto all’installazione dove si sospettava fossero nascosti gli ostaggi. Il raid ha avuto esito negativo, dato che nessuno dei prigionieri e’ stato trovato. Un operatore risulta essere stato lievemente ferito nel corso dell’operazione. Le informazioni sul raid sarebbero state fornite da un testimone oculare, ad un certo Abu Ibrahim al Raqaoui, membro di un gruppo di opposizione siriano, e poi passate alla Reuters. Lo stesso gruppo avrebbe anche pubblicato le informazioni sulla propria pagina Facebook, salvo poi rimuoverle. James Foley sara’ ucciso dall’IS il 19 Agosto 2014. Il Pentagono rivelera’ i dettagli dell’operazione del 4 Luglio, solo dopo la conferma della morte di Foley. Il tentativo di salvataggio venne autorizzato da Barack Obama in persona.

 

Operatori in Iraq

Nella notte tra il 15 ed il 16 Maggio 2015, la Delta effettua un raid a Deir Ezzor, nella Siria orientale, eliminando Abu Sayyaf, figura di spicco dell’ IS. L’intervento ha porta alla cattura della moglie Umm (di nazionalita’ irachena) e all’eliminazione di undici membri dell’ organizzazione. L’azione, aveva come obiettivo la cattura del tunisino Abu Sayyaf. Circa due dozzine di operatori sarebbero stati inseriti in prossimita’ dell’obiettivo (una palazzina a piu’ piani) a bordo di convertiplani V-22 Osprey. Le forze speciali erano parte di un dispositivo piu’ ampio composto da circa un centinaio di militari. Dopo aver creato un varco in uno dei muri dell’edificio facendo uso di esplosivi, gli assaltatori sono stati coinvolti in un conflitto a fuoco con le guardie del comandante terrorista. Nel corso dello scontro i terroristi avrebbero cercato di farsi scudo di donne e bambini, ma gli operatori della Delta sono comunque riusciti a neutralizzarli senza nuocere ai civili presenti. Uno degli elicotteri coinvolti nell’ operazione (un Blackhawk) risulta essere stato colpito da colpi di arma da fuoco ma senza subire danni tali da impedirne il rientro.

Giovedi’ 22 Ottobre2015, l’unita’ effettua un intervento a supporto di Peshmerga curdi ad est della citta’ irachena di Hawija, nella provincia settentrionale di Kirkuk. Lo scopo dell’operazione (eseguita con il supporto di almeno quattro elicotteri) era quello di liberare una dozzina di civili curdi tenuti prigionieri da membri dell’Islamic State, ma una volta sul posto, le unita’ si sono trovate a dover occuparsi di ben settanta ostaggi. Peter Cook, portavoce del Pentagono, ha comunicato che la missione e’ stata autorizzata dopo che informazioni attendibili davano come imminente l’esecuzione in massa degli ostaggi. Cook ha dichiarato che cinque terroristi sono stati catturati nel corso dell’azione diretta, che ha anche portato all’abbattimento di un numero non precisato di ostili, ed alla confisca di informazioni sul gruppo terroristico. Durante l’operazione ha perso la vita il Master Sgt. Joshua L. Wheeler, 39 anni, padre di quattro figli ed originario di Roland in Oklahoma. Nel corso della propria carriera, Wheeler era stato dispiegato cinque volte con il Ranger Regiment, e dodici con l’ Army Special Operations Command, primariamente in Iraq ed Afghanistan. All’operatore (che rappresenta la prima vittima statunitense dell’operazione “Inherent Resolve” contro l’Islamic State), e’ stato assegnato un Purple Heart.

Al termine dello scontro e’ stata effettuata una Sensitive Site Exploitation (S.S.E.)  che ha portato al sequestro di dati riguardanti le modalita’ operative e di finanziamento dell’I.S. Diversi anche gli artefatti antichi recuperati. Abu Sayyaf era incaricato di supervisionare la compravendita di petrolio e gas per conto dell’organizzazione, oltre ad essere coinvolto nelle operazioni militari del gruppo. Importante anche il ruolo ricoperto nelle transazioni finanziarie dall’estero. Grazie alla confisca dei dati rinvenuti sull’ obiettivo, si spera di poter individuare contatti con banche e donatori, nonche’ dettagli sulle operazioni finanziare effettuate dall’ I.S. in Libano e Turchia.

Nel corso del raid gli uomini delle forze speciali sono inoltre riusciti a liberare una ragazza appartenente alla minoranza cattolica yazida, detenuta quale schiava sessuale dal terrorista musulmano e dalla moglie, che risulta essere stata successivamente trasferita in Iraq per essere interrogata dall’ High Value Interrogation Group dell’F.B.I. Abu Sayyaf era anche noto con i nomi di Abu Muhammad al Iraqi e Abd al Ghani. Tutti I militari coinvolti nell’operazione risultano aver fatto ritorno incolumi.

 

Il raid che ha portato all’eliminazione id Abu Syyaff e’ stato condotto nella Siria orientale.

 

L’ 8 Gennaio 2017, la Delta Force effettua un raid nella provincia siriana di Deir Ezzor. Gli operatori vengono inseriti tramite elicottero intorno alle ore 2:30 del pomeriggio, ed allestiscono posti di blocco intorno alla citta’ di al-Kubar, tra le citta’ di Deir Ezzor e Raqqa. Gli operatori passano sul terreno approssimativamente 90 minuti, prima di ripartire portando con loro prigionieri ed i corpi dei terroristi abbattuti. Il Siryan Observatory for Human Right afferma che il raid (il cui obiettivo sarebbe stato quello di liberare degli ostaggi da una prigione del posto) avrebbe portato all’uccisione di almeno 25 terroristi dell’IS, ma la cifra non puo’ essere verificata.

 

Iraqi Freedom: la caccia agli Scud e la battaglia di Ar Rutbah

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Iraqi Freedom: Green Berets sul campo

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Iraqi Freedom: il dispiegamento delle forze

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AGGIORNATO – Somalia 1992 -1994: un Incursore racconta

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In morte di un Eroe russo.

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Sangue e valore a Nassiriyah.

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Il terrore alle porte d’Europa

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Il caso “SEAL Target Geronimo”

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