AT-P.I. Antiterrorismo Pronto Impiego

Patch dell' AT-P.I. della Guardia di Finanza

L’ Antiterrorismo Pronto Impiego (AT-P.I.), fondato nel 1983, è una componente altamente specializzata della Guardia di Finanza, nonchè la naturale evoluzione dei nuclei S.V.AT.P.I. (Scorta Valori Antiterrorismo Pronto Impiego), creati nel 1977 al fine di contrastare le azioni delle Brigate Rosse ai danni dei furgoni porta valori della Banca d’ Italia. Gli S.V.AT.P.I. saranno in seguito impiegati quali nuclei scorta per diverse personalità di spicco, tra le quali l’ allora Ministro delle Finanze (il quale, secondo confessioni giunte da un terrorista, sarebbe stato al centro di un piano di rapimento fallito proprio a causa della presenza degli operatori). L’ odierno AT-P.I. è prevalentemente impiegato quale supporto ai reparti territoriali, nel corso di operazioni ad elevato rischio. Le compagnie che compongono il reparto possono inoltre essere dispiegate quali unità antisommossa in gravi situazioni di minaccia per l’ ordine pubblico. Gli operatori dell’ AT-P.I. che abbiano frequentato il corso di qualificazione denominato “scorte di sicurezza”, vengono inoltre impiegati nel servizio scorta per il Ministro dell’ Economia e di altre personalità a rischio, oltre che a collaboratori di giustizia. Il reparto svolge inoltre servizio di tutela a beneficio di varie personalità del mondo politico-sindacale ed economico italiano.



Militi dell' AT - P.I. armati con una combinazione di pistole mitragliatrici H&K MP5 SD e fucili a pompa/semi-automatici Franchi SPAS da 12/70mm



Fregio da basco del reparto
L’ AT-P.I. è stato attivamente impegnato nella lotta al contrabbando in Puglia per tutto il corso degli anni ’90. Oggi svolge, sulle zone costiere, servizio antimmigrazione e di contrasto alla criminalità organizzata, la quale tenta di introdurre via mare ingenti quantitativi di sostanze proibite. Il reparto risulta addestrato nella liberazione di ostaggi, anche se tale tipo di preparazione non supera il livello prettamente basico. In forza di ciò, non potrebbe effettivamente esser impiegato in casi di hostage taking, essendo questa funzione prevalentemente delegata al N.O.C.S. della Polizia di Stato ed al G.I.S. dell’ Arma dei Carabinieri, forti di una maggiore esperienza in tale settore. Il reparto è inoltre impiegato all’ interno dei maggiori aeroporti nazionali con compiti di antiterrorismo, nell’ ambito del “Piano Leonardo”, il quale stabilisce la tutela degli aeroporti nazionali (tanto civili quanto militari). E’ d’ obbligo precisare come, nonostante agli operatori siano ufficialmente demandati compiti di antiterrorismo per alcuni “voli a rischio” in partenza ed in arrivo sul territorio italiano, essi si trovino in realta’ spesso a lavorare esclusivamente nei varchi d’ accesso per il personale aeroportuale, venendo a contatto con apparecchiature radiogene e metal detector per il cui utilizzo i militari non possiedono alcuna abilitazione (si consulti a tal proposito la Circolare ENAC SEC-03, datata 07/10/2004 nel sito www.enac-italia.it e riguardante i parametri per chi è abilitato ad utilizzare tali apparecchiature dopo aver frequentato specifici corsi con rilascio di un tesserino di abilitazione). E’ lecito auspicare quindi un rapido cambiamento della corrente situazione, onde consentire agli operatori dell’ AT-P.I. di potersi concentrare esclusivamente sui ruoli istituzionali affidati loro.



Roma, 4 giugno 2004: operatori AT.- P.I. in assetto antisommossa, schierati a difesa dell' Altare della Patria in Piazza Venezia, in occasione delle violente manifestazioni di facinorosi contro la visita del Presidente U.S.A. George W. Bush

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