Iraqi Freedom: la caccia agli Scud e la battaglia di Ar Rutbah

I Green Berets montavano su delle Hummer e su camion modificati da 5 tonnellate denominati War Pigs.

 

Nelle prime ore del mattino del 20 Marzo 2003, diversi team di Special Forces, incluso l’Operational Detachment (ODA) 521 penetrarono per oltre 300 chilometri in territorio iracheno alla volta di Ramadi, dove si sarebbero dovute trovare diverse rampe mobile di missili Scud. I Green Berets si erano addestrati a questi compiti per mesi nei deserti della California ed in localita’ segrete del Medioriente, guidando ad oltre 100 chilometri orari di notte e con il solo ausilio dei loro Night Vision Goggles. Gli operatori montavano su delle Hummer e su camion modificati da 5 tonnellate denominati War Pigs. I camion in questione presentano la parte superiore della cabina tagliata onde ridurne l’altezza, una mitragliatrice M240 montata sulla parte anterior ed un lancia granate MK19 sul retro, oltre a capacita’ di carico addizionali per mezzo di compartimenti speciali per acqua, cibo, munizioni e carburante.

Il comando forze speciali aveva suddiviso il deserto occidentale iracheno in settori, assegnando ciascuno ad un ODA incaricato di trovare i siti dove si sarebbero poututi celare gli Scud ed iloro equipaggi. Gli operatori non si muovevano pero’ alla cieca, ma utilizzando diverse immagini satellitari in loro possesso e riguardanti le aree di rifornimento ed i punti di lancio dei missili, nonche’ il dispiegamento di eventuali difese come carri armati. E’ stato calcolato come ad ogni ODA fossero stati assegnati circa 100 obiettivi da verificare.

Prima di effettuare l’operazione, i Green Berets avevano ovviamente studiato diverse rotte di infiltrazione ed estrazione, oltre ad effettuare stime sull’entita’ delle forze nemiche nell’area, sulla presenza di civili e le loro alleanze politiche, tribali e religiose, tutte informazioni utili nel caso le squadre si fossero trovate ad evadere incalzate dai reparti nemici. Gli operatori degli ODA godevano anche della copertura area offerta dagli apparecchi dell’ US Airforce con caccia F-16, aerei A-10 e bombardieri B-52, tutti in allerta per offrire Close Air Support (CAS) e distruggere gli obiettivi loro indicati.

Nel corso della prima notte, agli ODA della Charlie Company era stato assegnato il compito di distruggere i campi aerei in prossimita’  delle citta’ di Hanabaniyah, Mudyasis e Nukhyab. La Bravo Company avrebbe invece dovuto occuparsi del campo aereo H3 nei pressi di Ar Rutbah, nell’ Ovest del’Iraq. Gli ODA 521 e 525, dopo aver lasciato i propri veicoli in uno wadi a sud della citta’, si diressero verso due basi aeree trovandole vuote. ODA 525 effettuo’ successivamente la ricognizione di un centro comunicazioni, chiedendone la distruzione immediata, puntualmente arrivata dal cielo grazie ad un F-16. Piu’ ad Ovest, gli ODA 523 e 524 si imbatterono in due siti vuoti ma che potevano essere stati impiegati come area di stazionamento dalle rampe Scud. Per quella notte, il Maggiore Jim Gavrilis a comando della Bravo Company, diede l’ordine ai suoi uomini di stabilire delle postazioni di osservazione per raccogliere informazioni in merito ai movimenti nemici nell’area.

 

Nelle prime ore del mattino del 20 Marzo 2003, le Special Forces penetrano per oltre 300 chilometri in territorio iracheno.

 

L’ODA 525 si divise in due team da tre uomini ciascuno su due Humvee, ed inzio’ il monitoraggio delle due arterie principali verso e da Ar Rutbah. All’alba uno dei team avvista una “tecnica” seguita da quattro jeep armate guidare dalla citta’ nella loro direzione. Consapevoli di essere stati avvistati, i Green Berets salgono sugli Hummer e si dirigono prima verso est e poi verso sud, dove preparano un’imboscata. Non appena il convoglio e’ in vista, le mitragliatrici calibro 50 e 12.7 aprono il fuoco insieme ai lanciagranate MK19. La reazione irachena e’ disordinata.  Il convoglio viene distrutto, ma altri mezzi nemici sono avvistati in avvicinamento.  Viene chiamato il support aereo tramite un AWACS, mentre l’ODA 521 si dirige verso i colleghi per dar loro man forte. E’il 21 Marzo ed un F-16 centra in pieno uno dei mezzi nemici, dando inizio alla battaglia di Ar Rutbah. Altri quattro apparecchi si uniscono alle incursioni, che si protraggono per ben due ore. ODA 524 sopraggiunge sul teatro degli scontri, prendendo posizione su un’altura a nord degli altri due team. In meno di tre ore respingera’ tre assalti da parte di una settantina di miliziani e sei veicoli. Ad ovest gli ODA 522 e 523 ingaggiano altri rinforzi con successo. Alla fine gli iracheni capiscono di non avere possibilita’ contro la potenza di fuoco aerea e terrestre sviluppata dai reparti americani ed abbandonano il terreno.

Terminata la battaglia la pista d’aviazione H3 presso Ar Rutbah viene tenuta sotto sorveglianza dagli ODA 522, 523 e 581. La maggior parte dei 500 occupanti della base si era dileguata, lasciando a difesa circa un centinaio di soldati armati di batterie contraeree ZSU da 23 e 57mm. Il 24 Marzo, viene data l’autorizzazione a bombardare la base. Utilizzando i designatori laser SOFLAM (Special Operations Forces Laser Marker) in loro possesso, i Combat Controller aggregati agli ODA marcano i bersagli per l’aviazione, che martella la base per 24 ore, fino all’arrivo di una tempesta di sabbia. Le forze irachene sfruttano il fenomeno natural ed il conseguente stop ai raid aerei per fuggire. Quasi 90 veicoli lasciano la base sulla Baghdad Road. ODA 521 riceve l’ordine di fermare il convoglio a tutti i costi, in quanto avrebbe potuto celare uno Scud. Sono le ore 17 ed uno degli Hummer spara una raffica di colpi da 12.7 contro il veicolo di punta squarciandolo. Il secondo mezzo, un camion, esplode colpito da un missile Javelin. Il convoglio ed i suoi occupanti non avanzeranno oltre. C’e’ da notare come questa sia stata la prima volta che il Javelin sia stato impiegato dai Green Berets in combattimento.

 

Il primo Aprile 2003, la Bravo Company attacca Ar Rutbah, ancora nelle mani dei fedayeen di Saddam Hussein.

 

Il giorno successivo, il 27 Marzo, gli ODA penetrano all’interno di H3, catturando diversi iracheni, e cinquanta pezzi da 23mm, trenta da 57mm, un centinaio di lancia missili SA7, migliaia di armi leggere e munizioni di vario calibro. Ma la scoperta piu’ importante sara’ il rinvenimento di campioni di armi biologiche, a conferma della minaccia sempre presente di un attacco con armi chimiche contro le truppe della Coalizione. Nel mentre i team ricevono rifornimenti da una coppia di elicotteri Chinook del 160th Special Operation Aviation Regiment (SOAR).

 

Il primo Aprile, la Bravo Company decide di attaccare Ar Rutbah, ancora nelle mani dei fedayeen di Saddam Hussein. Dopo aver avvertito la popolazione dell’assalto imminente, l’8 dello stesso mese il Maggiore Gavrilis ed i suoi otto ODA sferrano l’attacco. Dopo aver accerchiato la citta’, gli operatori illuminano le postazioni dei fedayyeen che vengono obliterate dall’aviazione. Alcune ore dopo i ribelli si arrendono. Il mattino successivo, coperti dall’aviazione, i Green Berets entrano nella citta’. Gavritis chiama a raccolta le autorita’ cittadine, chiedendo la consegna delle armi e ponendosi a capo della sicurezza della citta’. A breve acqua ed elettricita’ sarebbero state ristabilite. Successivamente gli ODA 521 e 525 si sposteranno sul confine siriano, mentre i Green Berets saranno rilevati ad Ar Rutbah dal 3rd Armoured Cavalry Regiment. Nessuna rampa mobile Scud sara’ rilevata nel settore ovest dell’Iraq.

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