Iraqi Freedom: Green Berets sul campo

Operatori del 5th Special Forces Group in Iraq (Photo US Army).

Alla Joint Special Operations Task Force West (JSOTF-West), sotto il comando del 5th Special Forces Group (5th SFG), era stato affidato il compito di infiltrarsi in Iraq attraverso la Giordania e l’Arabia Saudita, catturare tutte le basi aeree nell’ovest del paese ed utlizzarle quali Forward Operating Bases (FOB). Oltre che da reparti statunitensi, il JSOTF-West era composto anche dalle forze speciali inglesi ed australiane che, una volta stabilite le FOB, avrebbero dovuto iniziare ad effettuare ricognizioni nel deserto per individuare e distruggere le rampe mobili di missili Scud, e successivamente catturare qualsiasi leader militare iracheno che tentasse di fuggire dal paese.

I vari SFG (sotto il comando del Generale Gary Harrell (alla guida delle Middle East Special Forces con comando ad As Saliyah, Qatar) erano arrivati in Kuwait, Arabia Saudita e Giordania quindici giorni prima dell’avvio delle operazioni. Il 5th SFG si trovava a Gibuti gia’ dal 14 Febbraio 2003, essendovi stato discretamente trasportato da Fort Campbell (Kentucky), insieme agli elicotteri del 3rd Battallion del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR). Il Colonnello John Mulholland, alla guida del 5th SFG, divenne di fatto il comandante del JSOTF-West, vedendo la sua unita’ crescere da 1,400 elementi a 3,500 durante il corso delle operazioni. Ma i primi membri delle SF non sarebbero arrivati nel Kurdistan iracheno prima del 23 Marzo 2003.

 

Le forze speciali erano supportate dal 3rd Battallion del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR)

Infiltrazione

Gli uomini dei diversi SFG si sono di fatto trovati ad essere i primi ad entrare in Iraq, aprendo varchi attraverso le alte barriere di sabbia che delimitavano i confini con gli altri paesi. E’ il caso della Bravo Company, 1st Battallion del 5th SFG, guidati dal Maggiore Jim Gavrilis, che si infiltra a bordo di Humvee attraverso il Kuwait. La Bravo Company aveva accorpati anche un team  Chemical, Biological, Radiological and Nuclear (CBRN) di tre uomini, una squadra di quattro specialisti in guerra elettronica, un meccanico ed un operatore Tactical Air Control Personnel della US Airforce, specializzato nel controllo degli apparecchi dedicati al supporto ravvicinato. Piu’ a sud, l’ Operational Destachemt Alpha (ODA) 531 della Charlie Company faceva saltare le ostruzioni a difesa del confine. I mezzi si sparpagliano rapidamente una volta all’interno, per evitare di essere fatti oggetto del fuoco nemico. Gli ODA del 1st Battallion si erano nascosti per due settimane all’interno di campi base nel deserto kuwaitiano prima di entrare in azione. Il loro primo compito sarebbe stato quello di distrggere gli Scud, che Saddam Hussein avrebbe potuto lanciare contro Israele. L’intelligence aveva stimato che il regime ne avesse ancora una trentina operativi.

I vari SFG erano arrivati in Kuwait, Arabia Saudita e Giordania quindici giorni prima dell’avvio delle operazioni.

 

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