19 luglio 1969, Green Island, Egitto: operazione “BULMUS 6”

Contributo a cura di Tommaso Colasuonno.

04.Incursori dello Shayetet 13. Si noti la combinazione di fucili d’assalto AK-47 e pistole mitragliatrici Uzi.
Incursori dello Shayetet 13. Si noti la combinazione di fucili d’assalto AK-47 e pistole mitragliatrici Uzi.

Dopo essere stato pesantemente battuto nel 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni, dalle Forze di Difesa Israeliane, l’esercito egiziano, ancor oggi considerato uno dei migliori del Medio Oriente nonostante le magre figure fatte nel corso delle innumerevoli guerre contro lo Stato d’Israele, ed il presidente Nasser giurarono vendetta contro gli israeliani. Israele non si era accontentato di aver sottratto all’Egitto la Striscia di Gaza (amministrata dal Cairo dal 1949 al 1967), ma aveva occupato militarmente l’intera penisola del Sinai; la bandiera con la Stella di Davide sventolava sulla riva destra del Canale di Suez. Questo affronto doveva essere vendicato, a dire degli egiziani, con un’ennesima guerra contro i vicini israeliani; questo conflitto, combattuto tra il 1967 ed il 1970, divenne in seguito noto come la Guerra d’Attrito.

 

Questa guerra fu condotta essenzialmente con bombardamenti aerei e d’artiglieria e con incursioni delle forze speciali ai danni delle forze nemiche attestate sulla riva opposta del Canale di Suez. Le forze speciali egiziane ottennero qualche successo, ma non certo equiparabili a certi raid messi a segno dalle dalle forze speciali dell’I.D.F. . Il raid più celebre di questo conflitto e forse uno dei più celeberrimi nella storia delle Forze di Difesa Israeliane è stato sicuramente quello di Green Island.

 

Green Island all’indomani dell’incursione delle forze speciali israeliane.
Green Island all’indomani dell’incursione delle forze speciali israeliane.

Green Island è un’isola artificiale sul Canale di Suez, sita a circa quattro chilometri dalla città di Suez. I britannici, durante la Seconda Guerra Mondiale, vi installarono una stazione radar, la quale passò sotto il controllo delle forze armate egiziane dopo che l’esercito di Sua Maestà lasciò definitivamente l’Egitto, in seguito alla Crisi di Suez del 1956. La stazione radar fu potenziata e vennero anche installati cannoni antiaerei ed antinave; inoltre la guarnigione egiziana, per prevenire incursioni nemiche, era stata aumentata a circa 80 / 100 effettivi, inclusi 12 operatori delle forze speciali della Sa’iqua o Unità 777, ed erano state create posizioni con mitragliatrici pesanti e filo spinato; Green Island appariva inattaccabile. Sia per ragioni militari sia per infliggere un duro colpo al morale delle forze egiziane, lo stato maggiore dell’I.D.F. e il ministro della difesa Moshe Dayan autorizzarono l’operazione “BULMUS 6” (in ebraico significa Ossessione), missione affidata a circa 40 / 50 soldati israeliani tra incursori di Marina dello Shayetet 13 e operatori del Sayeret Mat.Kal. .

 

Il piano prevedeva che le squadre d’attacco, divise in due gruppi, partissero alle ore 20:00 e che, a bordo di gommoni Zodiac, si avvicinassero a Green Island entro le ore 01:30; a bordo di ogni gommone dovevano esservi due ufficiali, tre soldati e un’ingente quantità di equipaggiamento. A circa 900 metri dall’isola gli incursori dovevano gettare l’ancora e nuotare, portandosi dietro a testa circa 40 chili di equipaggiamento vario, fino alla riva nord dell’isola, da dove sarebbe partito l’assalto. A capo dello Shayetet 13, la forza d’assalto, vi era il tenente Ami Ayalon, mentre a capo del Sayeret Mat.Kal. , la forza di supporto, vi era il tenente colonnello Zeev Almog, che rivestiva anche il ruolo di comandante in capo dell’operazione “BULMUS 6”. Paradossalmente tra i 40 chili di equipaggiamento di ogni operatore non figurava qualcosa che poteva essere prezioso: dei silenziatori. A quanto pare il comando israeliano non voleva provocare un massacro, ma semplicemente che i suoi incursori piazzassero delle cariche esplosive nei punti prestabiliti (il radar e i cannoni) e che si ritirassero senza ingaggiare il nemico; solo se la presenza israeliana fosse stata scoperta allora la forza d’assalto era autorizzata ad eliminare le truppe egiziane.

 

05.Lo Shayetet 13 rappresenta la componente per le operazioni speciali in ambito navale dell’IDF.
Lo Shayetet 13 rappresenta la componente per le operazioni speciali in ambito navale dell’IDF.

All’inizio tutto filò liscio, con gli incursori che raggiunsero Green Island con appena otto minuti di ritardo rispetto a quanto programmato. Poi però una sentinella si allontanò dalla sua posizione per fumare ed avvistò per puro caso alcuni operatori delle forze speciali israeliane, i quali si videro costretti ad abbatterla e così facendo fecero venir meno l’effetto sorpresa. Il tenente Dov Bar, comandante della prima squadra della forza d’attacco, sparò un razzo luminoso, allo scopo di far capire a tutti gli operatori che l’assalto silenzioso era fallito e che bisognava attaccare le forze ostili “alla vecchia maniera dei commandos israeliani”. Le truppe egiziane, benché colte di sorpresa, seppero inizialmente organizzare una buona difesa, mediante le mitragliatrici pesanti e squadre di lanciarazzi RPG; oltretutto le limitate dimensioni dell’isola, praticamente poco più grande di un campo di calcio, favorirono i combattimenti ravvicinati e un buon coordinamento sia tra le forze israeliane sia tra i difensori egiziani. Sicuramente in questa fase degli scontri gli israeliani registrarono il grosso delle loro perdite. Tuttavia, nel giro di breve tempo gli incursori di Marina riuscirono a bonificare le posizioni egiziane, così il fuoco nemico iniziò a diminuire ed anche la difesa egiziana divenne progressivamente più debole e scoordinata. Le cariche esplosive furono piazzate e fatte detonare a distanza ed alle ore 02:15 i comandanti israeliani diedero ordine agli incursori di evacuare l’isola a nuoto. Più o meno alla stessa ora entrò in azione l’artiglieria egiziana: forse su richiesta di qualche operatore della Sa’iqua che si era reso conto che ormai ogni difesa era stata sopraffatta e che bisognava infliggere al nemico le perdite più alte possibili, oppure semplicemente il comando egiziano si era reso conto che le comunicazioni con il quartier generale di Green Island si erano misteriosamente interrotte e che quindi bisognava temere il peggio. Fatto sta che ormai le squadre d’assalto israeliane erano fuggite e che l’unica conseguenza del bombardamento egiziano fu quella di provocare ulteriori perdite tra i difensori di Green Island; un classico esempio di “fuoco amico”. Gli incursori raggiunsero i loro Zodiac entro le ore 03:00, a parte una squadra che non ritrovò il gommone. Fortunatamente il duro addestramento a cui erano stati sottoposti negli anni precedenti permise a quegli incursori di continuare la loro nuotata per altri 400 metri circa, cioé fino alla riva destra del Canale di Suez, dove alle ore 05:00 arrivò un elicottero per l’evacuazione.

 

03.Il Primo Tenente Incursore Ami Ayalon riceve la Mesaglia al Valore direttamente dalle mani del primo ministro Golda Meir.
Il Primo Tenente Incursore Ami Ayalon riceve la Mesaglia al Valore direttamente dalle mani del primo ministro Golda Meir.

L’operazione era stata un successo. La stazione radar non fu più riattivata dagli egiziani e ciò permise ulteriori incursioni delle forze speciali israeliane in territorio nemico. Almeno 80 soldati egiziani erano stati uccisi, praticamente quasi tutta la guarnigione, inclusi tutti i 12 operatori della Sa’iqua, la créme delle forze speciali del Paese nordafricano; ovviamente l’Egitto non volle mai rivelare quante di queste perdite fossero state causate da fuoco amico. Gli israeliani ebbero complessivamente 6 caduti ed 11 feriti, circa la metà delle forze impiegate; tre dei caduti appartenevano al Sayeret Mat.Kal. e tre erano incursori di Marina dello Shayetet 13. Al tenente Ami Ayalon venne conferita la Medal of Valor, la più alta onoreficienza militare israeliana prevista per un combattente; anche altri incursori furono encomiati o perfino promossi per l’ottimo lavoro svolto. I media israeliani soprannominarono gli incursori di Marina come “l’élite della gioventù israeliana”.

 

La Guerra d’Attrito terminò nel 1970, dopo la morte di Nasser ed il raggiungimento di un cessare il fuoco tra le parti. Israele restituì il Sinai all’Egitto nei primi anni Ottanta, in ottemperanza agli accordi di pace di Camp David del 1978, che favorirno l’avvio di pacifiche relazioni tra Egitto ed Israele.

 

 

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