185° R.A.O. Reggimento Acquisizione Obiettivi – Attività Operative

Benchè di recente formazione, il R.A.O. ha già riscosso successi in tutti i teatri operativi che lo hanno visto in azione (in Afghanistan le forze statunitensi sono rimaste favorevolmente colpite dalle capacità degli Acquistori).

 

Gennaio 2002, Mostar, Bosnia-Herzegovina: un D.A.O. con capacità di Forward Air Controller è attivato presso la missione SFOR e posto sotto il comando della Divisione Multinazionale Sud-Est “Salamandre”.

 

Settembre 2002, Gostivar, Macedonia: l’ ottobre 2001 ha visto l’ avvio in Macedonia della missione NATO “Amber Fox”, con il compito di consentire al Paese il passaggio verso elezioni democratiche (tenutesi il 15 settembre 2002). A porre in essere tale compito, la Task Force Fox Brigade, costituita da un migliaio circa di elementi provenienti dagli eserciti appartenenti all’ Alleanza Atlantica. L’ Italia (terzo Paese a contribuire con 350 militari) ha dislocato tre Field Liaison Team (con il compito di supportare gli ossevatori dell’ OSCE) nelle aree di Tetovo, Kumanovo e Gostivar. Proprio quest’ ultima località ha visto all’ opera gli uomini del R.A.O., divisi in cinque nuclei F.L.T. con il compito di acquisire HUM.INT. da sfruttarsi nel caso di una improvvisa estrazione del personale OSCE, in attività nell’ area a maggioranza etnica albanese. Dopo aver redatto delle schede riguardante il personale civile, il R.A.O. ha provveduto nell’ individuare dei punti ove assembrare il personale in caso di evacuazione. Informazioni sono state raccolte anche in merito alla composizione etnica dell’ area di operazioni.

 

 

Questa immagine ci mostra gli Acquisitori in Afghanistan, intenti nell’ illuminare una postazione di terroristi ubicata su di una collina (quella con la cima scura) oltre la quale ha inizio il territorio pakistano. La fotografia è stata molto probabilmente scattata dopo la distruzione del covo

 

Febbraio 2002/ Dicembre 2014 , Khowst, Afghanistan, Operazione “Enduring Freedom”: il Reggimento Acquisizione Obiettivi figura nell’ organico della Task Force “NIBBIO” e “NIBBIO 2”, avvicendatasi alla prima alla metà del giugno 2003. In Afghanistan, il R.A.O. (come del resto tutto il contingente) ha dato prova di grandi capacità, riscuotendo l’ apprezzamento del comando statunitense e costituendo motivo d’ orgoglio per l’ Italia tutta. Inquadrati quale Task Force “VICTOR” gli Acquisitori hanno operato dal 2003 nelle aree di Kabul, Khost e valle di Surobi e dal 2009 nell’ Afghanistan occidentale, in quella che costituisce l’ area di operazioni del Regional Command West prima, e, successivamente, del Train Advise Assist Command West. La Task Force “VICTOR” ha ufficialmente terminato le proprie operazioni nel Dicembre 2014. Nel corso della permanenza in Afghanistan, i suoi operatori hanno effettuato attivita’ di ricognizione, sorveglianza ed acquisizione obiettivi in un territorio equivalente per superficie ad il Nord Italiache va da Herat a Farah, a Badghish, a Shindand fino ad Islam Qala, Bala Murghab, Gulistan e Sabzak Pass. In diversi casi gli uomini della Task Force hanno avuto il compito di individuare contrabbandieri di armi e di I.E.D. (Improvised Explosive Device) e radioripetitori illegali impiegati dagli insorti per coordinare attacchi contro le forze di sicurezza. Questi ultimi venivano distrutti tramite l’impiego di tiratori scelti armati di fucili con munzionamento antimateriale, o attraverso la richiesta di attacchi aerei. Altre operazioni hanno visto gli Acquisitori operare al fine di controllare le arterie stradali impiegate dai convogli logistici e permettere di neutralizzare bande di predoni interessate a mettere le mani sui rifornimenti. Nel salutare il personale della Task Force “VICTOR”, il Generale Maurizio Angelo Scardino ha ricordato quanto sia stato importante il contributo alla Missione degli acquisitori obiettivi che “in silenzio ma con grande determinazione, hanno fornito, senza soluzione di continuità e fino all’ultimo giorno, un supporto altamente qualificato e di vitale importanza sia nella condotta delle operazioni sia nel garantire la sicurezza del personale del contingente”.

 

 

5 giugno 2003 / 20 dicembre 2006, Iraq, operazione “ANTICA BABILONIA”: il 185° R.A.O. prenderà parte all’ operazione “ANTICA BABILONIA”, unendosi al contingente italiano solo successivamente al primo dispiegamento dei nostri reparti in zona operazioni. L’ unità risulta esser stata coinvolta in alcune azioni dirette nell’ area di Nassiriyah, con il supporto di apparecchi statunitensi.

 

I nostri militari ripresi nel corso degli scontri

16 / 17 maggio 2004, Nassiriyah: domenica 16 maggio 2004, dopo tre giorni di duro assedio, le forze italiane asserragliate all’ interno della Cpa (sede dell’ autorità provvisoria di Nassiriyah, guidata dalla Governatrice Barbara Contini) abbandonano momentaneamente il fortino assediato, per ripiegare verso la base di “White Horse” (distante tredici chilometri). Solo il giorno precedente erano stati evacuati (sotto il fuoco nemico) i giornalisti presenti nella Cpa (consulta video e file audio dell’ inviato Andrea Nicastro del Corriere della Sera). Sono stati tre giorni di durissimi scontri, con i marò del Reggimento San Marco e contractors filippini e statunitensi inizialmente soli nel respingere gli attacchi delle milizie di Moqtad al-Sadr, le quali hanno esploso diversi colpi (anche di RPG) dal tetto del vicino ospedale. Il terzo giorno d’ assedio ha visto l’ arrivo di rinforzi, costituito dai Lagunari del Reggimento Serenissima (appena arrivati in Iraq), dai Carabinieri e da diversi elementi delle forze speciali. L’obbiettivo della forza era quello di rendere sicuro l’avamposto costituito solo poche ore prima nella ex base “Libeccio”, abbandonata dai Carabinieri il marzo precedente. La struttura domina infatti il primo ponte di Nassiriyah sull’ Eufrate, quello che collega in modo diretto le basi nel deserto con la sede della Cpa, ed è una postazione strategica fondamentale, dato che consentiva ai convogli l’ approvigionamento di munizioni. Nella stessa mattinata, due Centauro sono stati autorizzati a sparare quattro colpi sulle postazioni dei terroristi dall’ atra parte dell’ Eufrate. Ma due colpi a sinistra del ponte sui ruderi di “Animal House” (la base dei Carabinieri distrutta il 12 novembre 2003) e due a destra su una villa in rovina hanno tenuto a bada i terroristi solo per poche ore. Nel pomeriggio gli attacchi sono tornati ad intensificarsi, mentre i tiratori scelti italiani facevano del proprio meglio per abbattere i nemici tutt’ intorno. Due carabinieri vengono feriti lievemente nel primo pomeriggio. Verso sera tre Lagunari, sono investiti dalle schegge di una granata da mortaio incuneatasi tra gli stipiti di una porta. Il Caporale Matteo Vanzan viene colpito da una scheggia che gli recide l’arteria femorale causandogli un blocco cardiaco dovuto alla massiccia emorragia risultatane. Viene decisa l’ evacuazione della base. I Carabinieri del Tuscania ed i gendarmi portoghesi allestiscono una forza di estrazione composta da 16 tra blindati e corazzati a cui si sono aggiunti tre Centauro, raccogliendo tutto il personale della Cpa. Il convoglio sfreccia verso il deserto ma i pericoli non sono ancora finiti. I mezzi si fanno largo sparando verso i terroristi ancora nascosti tutt’ intorno. Tre Carabinieri del Tuscania restano feriti, ma il convoglio giunge a destinazione. La Cpa è persa solo per alcune ore. Nel corso della notte, il Caporale Vanzan si spegne a soli ventitre anni. Le tenebre arrivano accompagnate dal battito delle nere ali dei “pipistrelli” del Reggimento Acquisizione Obiettivi e dai motori delle cannoniere volanti AC-130 Spectre dell’ U.S. Airforce. E con l’ oscurità cala la morte sui terroristi, ora intenti a razziare la Cpa e dare fuoco ai mezzi abbandonati sul luogo (il video delle razzie sarà successivamente divulgato dalle televisioni arabe). Nella notte tra il 16 ed il 17 maggio, gli Acquisitori sono stati infiltrati nei pressi della Cpa onde piazzare un segnalatore infrarosso a luce stroboscopica (visibile solo agli equipaggi di aerei ed elicotteri opportunamente equipaggiati) all’ interno del perimetro della palazzina. Gli operatori hanno poi coordinato l’ attacco aereo effettuato dagli apparecchi statunitensi, i quali hanno bonificato l’ area dalla presenza terrorista. La stessa notte, numerose esplosioni sono state udite a Nassiriyah. Il mattino successivo, le forze italiane erano in grado di riconquistare la Cpa. Degli uomini Moqtad al-Sadr non vi era più alcuna traccia: ufficialmente avevano abbandonato la città.

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